Quel fenomeno di Eduardo

7 Marzo 2011 di Libeccio

di Libeccio
I sospetti di Galliani,  Agnelli che non può cacciarsi, il record di Leonardo, la vernice su Sculli, il sogno di Zamparini, la multa ad Eto’o e i cori contro Balotelli.
1. “Eduardo? Contro di noi ha fatto il fenomeno, con loro invece…”. A fare una dichiarazione del genere non è un tifoso qualsiasi che commenta l’ultima di campionato in un bar del Lorenteggio, ma il massimo dirigente operativo del Milan. Dopo la sparata morattiana sulla vera squadra di Milano (individuabile come il sesso degli angeli) il derby continua a mettere in mostra le migliori intelligenze.
2. La marcia al contrario della Juve (- 4 rispetto all’anno scorso) non conosce soste con la differenza che questa volta i vari Ranieri e Ferrara non vengono più giubilati in corsa. Anche perché Del Neri non è stato scelto da un dipendente della proprietà come nei due casi precedenti, ma dalla proprietà medesima. Insomma il Re sarebbe nudo. Può Andrea Agnelli cacciare se stesso?
3. Dobbiamo riconoscere che sull’Inter (almeno in campionato) ci siamo sbagliati (- 3 rispetto all’anno scorso). Avevamo ipotizzato un anno di sonno dopo la grande abbuffata e invece la squadra ha saputo ritrovare voglia e cattiveria agonistica pur con lo shock del cambio di Benitez con Leonardo. A Leonardo va riconosciuto di aver reso molto al di sopra di qualsiasi rosea previsione. Record a parte, sta dimostrando di essere un vero allenatore di calcio e non solo un ottimo Pr come molti (anche noi) dicevano.
 4 . A quanto sembra per fare in modo che in tv il calcio sembri più bello del dovuto, i campi (tutti, alcuni?) vengono verniciati con la vernice verde. Ne è stato vittima Sculli (da poco approdato a Roma) colpito da una forma allergica che lo ha costretto al forfait nel corso della gara dove pure ha molto bene figurato. Questa della vernice passata sul campo è una roba da farci ridere dietro da mezzo mondo, che fa il paio con le sagome degli spettatori sugli spalti dello stadio di Trieste. Si può fare ancora di più: il punto d’arrivo sarebbe pagare gli spettatori (ma anche i telespettatori, fra un po’).
5. Il Palermo (- 6 rispetto all’anno scorso) perde anche dopo che Delio Rossi è stato licenziato (pare sia il 34° della saga) e a poco può Serse Cosmi che ne ha rilevato la scomoda panchina. Se perde anche la prossima gara  (mettendo in pericolo il valore dei fenomeni veri o presunti che fossero) può accadere che Zamparini arrivi finalmente dove vorrebbe giungere da sempre: allenare lui direttamente la squadra. Almeno lui ha il coraggio di esporsi, al contrario di chi fa arrivare ‘consigli’ all’ingiacchettato di turno.
 6. Della settimana interista ci hanno colpito due foto sequenze: la prima riguarda Eto’o che implora in ogni modo la vigilessa che lo ha multato in centro a Milano allo scopo di farsi togliere la multa per divieto di sosta. Ci è sembrato un modo di rispettare il denaro anche da parte di chi ne guadagna talmente tanto da potersene fregare, oltre che un segno di pulizia: la maggior parte dei suoi colleghi avrebbe chiamato l’amico dell’amico per farsela stracciare. La seconda è il gioco di inchini tra Nagatomo (ma non sarà anche buono questo giapponese dal moto perpetuo?) e Zanetti che il primo ha eletto a suo “Senpai” (modello da seguire). 
7. Mario Balotelli torna a San Siro a vedere l’inter e gli ultras dell’Inter lo insultano per larga parte della gara. Dimentichi di come Balotelli abbia molto concorso ai titoli degli ultimi tre anni e fatto vedere sprazzi di gioco da autentico fuoriclasse. I tifosi vogliono sempre che i loro idoli bacino la maglia e si voltino deferenti verso la curva prima, durante e dopo le partite. Ma poi sono pronti a sostituirli quando c’è a disposizione qualcuno di più bravo. Non è uno scandalo che un calciatore faccia i propri interessi, con un limite alla furbizia: Cannavaro lo superò di molto, ad esempio. Ma Balotelli non ha fatto male a nessuno.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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