Quel che va bene alla Juve va bene all’Italia

2 Novembre 2010 di Libeccio

di Libeccio
Il vivaio degli allenatori azzurri, le regole di Krasic, il raffinato Moratti, la Lazio oltre i limiti, la differenza fra Totti e Cassano, i capelli di Allegri.

1. Tardelli, Gentile, Casiraghi e in ultimo Ferrara per la guida della Nazionale Under 21. Lippi per due sessioni a capo della Nazionale A con Prandelli a sostituirlo dopo la breve parentesi Donadoni. Sembra quasi che la nazionale debba parlare per forza Juventus e che ogni nomina debba essere fatta pescando nel campo di esperienza della Società bianconera. Nulla di male, s’intende, ma solo Lippi aveva al momento della nomina un curriculum (sia pure con l’asterisco) di spessore.

2. Leggiamo e restiamo colpiti da una dichiarazione di Blanc che suona più o meno così: “Krasic è uno che rispetta le regole”. Non capiamo il senso di dichiarazioni del genere, che spostano sul piano dei massimi sistemi comportamenti in campo che sarebbero soltanto da censurare. Il giocatore ha simulato un rigore inesistente buttandosi di proposito pur in assenza di qualsiasi contrasto. Non è una cosa tragica, non è un crimine da ergastolo: ma si dica allora che ha sbagliato e si chieda scusa. Oppure più opportunamente non si dica nulla. Perché difendere un giocatore contro qualsiasi logica parlando di regole (che peraltro ha chiaramente infranto)?

3. C’è un libro recente che tratta della vicenda della raffineria Saras in Sardegna (Sarroch) e delle gravi problematiche ambientali e umane che determina. Esiste poi un’inchiesta sulla morte di tre operai che lavoravano nella raffineria e per la quale risultano indagati i vertici della società. Ha visto infine la luce un film (Oil, che il direttore di Indiscreto ha di recente visto su Current Tv: aspettiamo la recensione!) in cui queste vicende vengono trattate: un film che, quando si dice il caso, fatica a circolare per problemi di “distribuzione”. Visto che i Moratti, parliamo della parte calcistica della famiglia, hanno spesso parlato di etica, sarebbe interessante una loro risposta ai temi lanciati da Oil. Sono campi diversi da quelli di Moggi e non c’è una tifoseria da caricare con richieste di scudetti arretrati, però qualche riga la meriterebbero visto che si parla di vite e morte. Forse qualche riga è uscita, ci sarà sfuggita.

4. Fino ad ora abbiamo “snobbato” la Lazio nei discorsi sulle possibili candidate allo scudetto. Lo abbiamo fatto per il semplice motivo che una squadra che solo pochi mesi fa si è salvata dalla serie B per il rotto della cuffia difficilmente potrà essere seriamente candidata allo scudetto avendo come differenza sostanziale solo Hernanes (giocatore pur forte, ma che non è propriamente Maradona). Diciamolo adesso che è prima, invece di aspettarne il lento scivolare verso il basso.

5. Nonostante la beneficenza (a volte silenziosa, a volte no) e ottimi addetti alle pubbliche relazioni, Francesco Totti resta quello che è sempre stato. E come anche per l’ex amico Antonio Cassano basta la miccia giusta per accendere i tasti comportamentali che lo hanno reso famoso in Italia e all’estero per atteggiamenti non proprio encomiabili tipo quelli visti con il Lecce. Poi qui a Roma non se ne parla se non per gridare al complotto, del resto un po’ in tutta Italia i giornalisti veri scarseggiano. Cassano non ha mai avuto addetti alle pr o consiglieri ammanicati con la politica e i media, questo gioca a suo favore. E’ rimasto sostanzialmente lo stesso a quello di sempre e anche l’ultima vicenda con Garrone lo conferma. Eccede nelle offese e poi nelle riparazioni (si vuole abbassare lo stipendio di un milione di euro). Garrone però fa sapere che il danno non è riparabile, pensate a quanto deve averla fatta grossa. Al di là dei giudizi sui singoli episodi, troviamo Cassano più vero: come meno filtri e con nessun difensore d’ufficio.

6. Il Milan ha perso la delicata sfida interna con la Juve e per Allegri cominciano a profilarsi giornate difficili se non assesta una immediata sterzata. Siamo al solito toto-panettone anche se raramente il Milan berlusconiano si è privato di un allenatore in corsa (per prendere chi oltretutto?). L’invito rivoltogli dal presidente a sistemarsi i capelli prima delle interviste, è di quelli che parlano di nocciole per intendere ferro. Allegri è dunque avvertito. Poi in base ai risultati proporremo i nostri ‘Noi l’avevamo detto’.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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