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1 Marzo 2010 di Libeccio

di Libeccio
l giornalismo inutile, la differenza di Balotelli, la dedica di Miccoli, la furbizia di Mourinho, la fine di Cairo e Zidane-Materazzi per sempre.

1. Nella affannosa corsa allo scudetto 2009/10, accantonata per il momento l’ipotesi Roma, è il Milan l’anti Inter? Il titolo (affermativo) campeggia stamani sul 99% dei giornali sportivi (e non) e nei talk show televisivi o radiofonici, un po’ come se i rispettivi direttori si fossero sentiti e accordati. E’ vero che il calcio è come la politica: tutti ne possono parlare anche a vanvera, è vero anche però che uno sforzo (maggiore) andrebbe fatto per tirare fuori da un turno di campionato uno o più motivi interessanti. A noi, che non siamo giornalisti ma abbiamo del giornalismo un’idea alta, sembra a volte che i giornalisti dicano cose così scontate (che il Milan sia l’anti Inter lo dice, pensate un po’…la classifica!) da essere inutili.  
2. Chi ci legge dalla prima ora sa benissimo cosa pensiamo di Mario Balotelli come calciatore. Ieri a Udine se ne è avuta una riprova altisonante. Senza di lui probabilmente l’Inter a Udine non avrebbe vinto, forse neanche pareggiato. Pochi sono in Italia i calciatori che fanno quel tipo di differenza. Balotelli è già (quasi) un campione. Il gol segnato a Udine è un mix di classe (per come ha addomesticato la palla in arrivo) e strabiliante potenza (per come ha calciato un siluro praticamente da fermo). E a noi Balotelli piace sia dentro che fuori del campo. Sia quando segna un gol fantastico e ne detta magnificamente un secondo come ieri, che quando si reca a vedere le gare interne del Milan senza scomporsi minimamente né tantomeno giustificarsi (ma perchè?). Solo i grandi caratteri diventano grandi calciatori, soprattutto se (come sta facendo Mourinho) si riesce anche ad attenuarne i lati più difficili. Speriamo che quel c.t. che di recente si è esposto ad una magra figura andando a sponsorizzare a Sanremo una canzonetta retorica e mediocre tirando la volata a chissà quale progetto politico, si ravveda e lo porti ai Mondiali. Cassano non gioca nella Sampdoria, va bene. E Balotelli? Per non dire Miccoli…
3. Quando le cose vanno male occorre fermarsi, fare quadrato, secondo la logica “almeno evitiamo il peggio”. Adagio sconosciuto dalle parti di Torino (sponda Juve) colta da moto perpetuo nelle decisioni del giorno per giorno. Ora dal cilindro viene fuori il nome di Fabio Capello per la nuova stagione, già sapendo che l’ala dura e pura della curva non vuole vederlo neanche dipinto su un quadro a causa della “fuga” post Calciopoli (ma era così anche per Cannavaro). Per stare sulla gara della Juve di ieri sera, tre cose ci hanno colpito: il secondo gol incassato con modalità imbarazzanti, le tante scuse extra gara agitate da Zac nel dopo partita (sintomo di una difficoltà che resta serissima nel venire a capo dei problemi aperti) e le dichiarazioni pro cassa integrati di Termini Imerese di Miccoli (gran bel gol a favore di gente in difficoltà, insieme a quello strepitoso fatto sul campo). A proposito delle dichiarazioni di Miccoli e proprio per essere giusti fino in fondo, rileviamo una qualche contraddizione tra le sue parole a favore dei cassintegrati e il recente acquisto all’asta dell’orecchino di Maradona: comunque meglio lui della maggioranza silenziosa. 
4. Non siamo super-tifosi di Mourinho, ma senza lo Special One questo campionato sarebbe oltremodo noioso e il sistema mediatico e pallonaro dovrebbe fargli un monumento. Molti pensano che sia un genio, molti altri che sia il diavolo travestito da allenatore di calcio. Noi pensiamo solo che sia un uomo molto intelligente e (non in questo ordine) un gran furbacchione. Immaginate uno che arriva nella patria della furbizia e che sbaraglia il campo (affollatissimo) in tre giorni…. Ieri abbiamo visto gente che era in tribuna intorno a lui a Udine infischiarsene completamente della partita, per fargli da cornice consapevole e anche un po’ vanesia. Potenza di un personaggio e grande comunicatore, che se anche smettesse di lavorare nel calcio potrebbe vivere di conferenze su: “medium e messaggio” (e affini). Per come li usa, Mourinho ne sa veramente qualcosa. Comunque, ci ripetiamo, la vittoria più grande è quella di essere il più furbo nel paese dei furbi. Un po’ come diventare il più grande regista di Hollywood o il più grande mezzofondista del Kenya.
5. Quando Urbano Cairo prese il Torino, in molti pensarono che si trattasse dell’ennesimo tentativo che sarebbe finito male. Gli ultimi fatti stanno a dimostrarlo, insieme alle intenzioni rese pubbliche da Cairo stesso, di cedere il timone del comando della società al migliore offerente. Non è tutta colpa di Cairo, che rimane più presentabile della media dei suoi colleghi presidenti. Il problema è che forse Milano resta l’unica città italiana a “reggere” due squadre di vertice nel campionato di calcio di serie A. Non accade a Torino, Genova, Roma. Altrove già una squadra è impresa molto difficile. Le ragioni sono prevalentemente economiche, ma Milano ancora resiste. Chissà per quanto ancora?
6. Metti in cinque righe i nomi Zidane e Materazzi e hai la matematica certezza che chiunque appoggerà il suo campo visivo in quel francobollo di notizia ne sarà inevitabilmente attratto. Cito l’ultima dichiarazione attribuita a Zidane in bella mostra nelle brevi di cronaca sui giornali di oggi: “Chiedere scusa a Materazzi? Piuttosto preferirei morire”. A noi ci pare un tantino esagerata, ma ognuno muore per le cause che ama scegliersi. In generale si chiamano tormentoni.
Libeccio

(in esclusiva per Indiscreto) 

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