Prima o doping

24 Agosto 2010 di Libeccio

di Libeccio
I protagonisti del circo, l’addio di Ronaldo, Ibrahimovic portato da Fini, il modello tedesco e il fair play della Juve.

1. Per motivi di Supercoppa europea l’Inter comincia il nuovo campionato di lunedì, giornata normalmente dedicata ai commenti e agli sfottò nei bar e sui posti di lavoro. Data inevitabile, si dirà. Sì, inevitabile se si pretende di giocare una sessantina di partite vere nell’arco di nove mesi. Visto che i soldi della tivù sono gli unici sicuri (oltre che in certi casi il 75% del fatturato), vogliono mungere la mucca calcio fino a quando la tivù gradirà. I giocatori, soprattutto, costretti a essere sempre al massimo o a perire in stile Rollerball. Il calcio non solo italiano ormai è dilatato fino all’inverosimile e non tarderà molto a implodere con vicende tipo doping, che faranno sembrare quelle del passato (peraltro occultate) storie da educande. A quei ritmi non riesci ad aiutarti solo con il fisico e con gli allenamenti. Il problema è che quelli che vengono a lamentarsi che il calcio è ostaggio dei giocatori e dei loro procuratori sono gli stessi che impongono la serie A a 20 squadre. Allora diciamo che va bene così e che il potere dei calciatori dovrebbe aumentare ancora, perché fino a prova contraria sono loro gli unici che tengono in piedi ogni cosa. Insieme ai tifosi, quelli non di professione.
2. Ronaldo nel 2011 smetterà di giocare al calcio.
Anche per il più grande fuoriclasse del calcio televisivo, dopo Maradona, è arrivato il tempo del commiato dopo un triste autunno pieno di acciacchi e vicende personali non sempre lineari. Finisce un’epoca, con il dispiacere per averlo visto al massimo solo nell’anno di Barcellona e nel primo di Inter.
3. Improvviso cambio di marcia nel mercato del Milan.
Le possibili anzi probabili elezioni anticipate avrebbero indotto Silvio Berlusconi a spendere i tanti soldi necessari per portare a Milano sponda rossonera Zlatan Ibrahimovic e ricomporre (anche elettoralmente) la rottura consumata in questi ultimi anni con larghi settori del tifo milanista. Se non sarà Zlatan sarà qualcosa di comunque analogo, secondo i trombettieri. Vedremo, visto che le cifre di domanda e offerta sono lontanissime. In caso di conclusione positiva la curva dovrebbe paradossalmente ringraziare Fini.
4. Liga, Premier League e Serie A rischiano il dissesto nel giro di pochi anni.
Lo sostiene uno studio realizzato dall’agenzia finanziaria A.T. Kearney, secondo il quale la maggior parte dei campionati europei non è più sostenibile in termini economici. Anche se il calcio europeo continua a dominare la scena internazionale: nei campionati del vecchio continente giocano ad esempio 547 dei 736 calciatori che hanno preso parte al mondiale sudafricano. Sempre in base allo studio menzionato, l’unico campionato accettabilmente redditizio è la Bundesliga, seguita (a livello solo potenziale, vista la realtà dei conti) dalla Premier, dalla Ligue 1 francese e della Liga. In fondo al gruppo è la nostra Serie A. Questo perché le società tedesche hanno saputo trarre profitto dagli investimenti realizzati per il Mondiale 2006, in primo luogo per la ristrutturazione degli stadi. Ma non solo: in Germania le società investono circa 100 milioni di euro in accademie per la formazione dei giovani talenti, riducendo così le future spese salariali e gli ingaggi che risultano calmierati rispetto al resto d’Europa. 5. La Juve ha preso alla fine Aquilani, innestando così una scommessa (dal punti di vista fisico) su un telaio di giocatori medi (tale è anche Krasic). Essendo la società messa meglio, fra le grandi italiane, dal punto di vista del futuro fair play finanziario (a regime totale dal 2017, è bene ricordare), è probabile che la Juventus lasci sbollire questo ciclo interista per tornare protagonista vera fra qualche anno. Ovviamente non lo si può dire ai tifosi juventini (30% del totale, a stare bassi) che tengono in vita televisioni e calcio.
Libeccio
(In esclusiva per Indiscreto)

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