Più liberi con Bosman

16 Dicembre 2015 di Indiscreto

Jean-Marc Bosman se la sta passando male, anzi malissimo. Se davvero due decenni fa la sua causa presso la Corte di Giustizia dell’Unione Europea è stata finanziata dai grandi club, come qualcuno ancora oggi sostiene (forse anche perché il suo avvocato, Dupont, in seguito avrebbe promosso altre cause care ai chi ha i soldi veri, come quella contro il fair play finanziario dell’UEFA), quei soldi sono di sicuro finiti. E da molti anni, creando i presupposti per i molti problemi creati a se stesso e agli altri. La domanda, nel ventennale della sentenza che ha rivoluzionato lo sport europeo e mondiale a partire dalla stagione 1996-97, è però una: è stata un bene? Non parliamo degli aspetti giuridici e della tutela delle libertà individuali: un lavoratore a fine contratto deve essere libero da vincoli e può andare dove vuole, una banalità che però fino a metà degli anni Novanta tanto banale non era (chi si ricorda dei parametri e prima ancora del vincolo?). La risposta soltanto sportiva è che la sentenza Bosman è stata una sciagura per molti sport, dove il traffico di cartellini in attesa del ricco di turno teneva a galla il sistema, ma non per il calcio. Il cui fatturato si è, in quasi tutti i campionati europei, almeno quintuplicato rispetto a vent’anni fa e con le nuove possibilità televisive che hanno più che compensato la fuga dagli stadi nei pochi paesi dove c’è stata. Certo, il concetto di nazionalità è di fatto scomparso e resiste solamente per qualche extracomunitario con procuratori molto onesti: un male per la pronuncia dei nomi, per l’identificazione dello spettatore nei suoi idoli e per il livello medio di alcune nazionali (come la nostra), mentre altre non hanno subito danni. Se tanti club nemmeno prendono in considerazione ragazzi nati sotto la sede la colpa non è di Bosman, ma di politiche miopi e (auto)razziste. Certo è che i calciatori non vivevano ‘meglio’ prima della sentenza, è soltanto (come in altri casi) che chi li guardava era più giovane di oggi. Continua sul Guerin Sportivo. 

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