Piazzamenti d’oro

17 Agosto 2008 di Stefano Olivari

I 100 metri piacciono molto allo spettatore estemporaneo ed ai ‘coloristi’ dei quotidiani, che possono così riempire i propri articoli di retorica marinettiana su velocità e nuove frontiere per la specie umana. Però l’anima dell’atletica leggera è il mezzofondo, sia banalmente a livello di pratica (corre anche il ragioniere vostro vicino di scrivania) che a livello organizzativo: per questo, tralasciando la maratona, le corse su strada ed il cross che sono pianeti a parte, quello che un paese combina dagli 800 ai 10mila in pista (per i puristi il vero mezzofondo termina però con i 5mila) ci sempra più importante dell’ammirazione per fenomeni della natura, e a volte non solo della natura, delle distanze più brevi o dei concorsi. Quindi ci sbaglieremo, ma le finali raggiunte da Elena Romagnolo nei 3mila siepi e Christian Obrist nei 1500 valgono medaglie d’oro in discipline che non citiamo per non offendere l’impegno ed il sacrificio ma che in una prospettiva mondiale valgono pochissimo. Il 9’27”48 della semifinale e l’undicesimo posto nella finale sono per la quasi ventiseienne azzurra un grande trampolino verso la vetta di una specialità aperta alle ‘bianche’, come dimostra il fresco record mondiale della Galkina-Samitova. E la risposta a tre cambi di marcia, più ancora della volatona che lo ha qualificato alla finale, valgono l’eccellenza internazionale per un Obrist che a quasi 28 anni onestamente ne è sempre stato lontano (miglior risultato il settimo posto all’Europeo di Goteborg). Guardiamo anche ai piazzamenti nelle specialità dove c’è tutto il mondo, non solo alle mille medaglie che le parrocchiette distribuiscono ai loro pochi frequentatori.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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