Per Nadal vittoria con querela

27 Aprile 2016 di Stefano Olivari

Vincendo anche a Barcellona, dopo il trionfo a Monte Carlo, Rafa Nadal non ha ancora dimostrato di essere quello di una volta, perché questo lo potrà fare soltanto contro la stramotivato Djokovic del Roland Garros, ma di sicuro non è nemmeno parente del Nadal del 2015. La resurrezione, per un tennista che ha sempre chiesto tantissimo al suo fisico e che è vicino ai trent’anni, non era affatto scontata e vale anche più di record come i 49 tornei sulla terra di Vilas che vanno bene per Wikipedia ma che in prospettiva storica significano poco: il peso specifico delle vittorie di Nadal è talmente superiore a quello dei tornei di Vilas ma anche di Borg, per mere ragioni organizzative del caotico tennis anni Settanta, da non necessitare nemmeno di una spiegazione. È significativo che Nadal abbia atteso di tornare alla vittoria per querelare Roselyne Bachelot, l’ex Ministro francese della Salute e dello Sport, che il mese scorso in alcune sue dichiarazioni televisive aveva accostato il nome dello spagnolo al doping. Per la verità la Bachelot sarà stata la millesima persona a fare illazioni del genere, la differenza è che lo ha fatto chiamando in causa anche l’ATP. “Nel tennis non vengono resi noti i controlli che risultano positivi e non si rendono pubbliche le sanzioni. Il famoso infortunio di Nadal, che lo ha tenuto fermo per 7 mesi, è certamente dovuto a un test antidoping in cui è risultato positivo. Se un tennista si ferma così a lungo, molto spesso è proprio perché è stato coperto”, queste le frasi più significative, che hanno fatto infuriare il clan Nadal ma che di sicuro nel mondo del tennis qualcuno avrà accolto con soddisfazione. Continua sul Guerin Sportivo.

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