Per Avvenire i migranti sono una ricchezza

21 Marzo 2019 di Indiscreto

Repubblica e Avvenire dimostrano che la sinistra esiste ancora in Italia, almeno in edicola, perché sono fra i pochissimi quotidiani italiani che nel mese di gennaio 2019 abbiano fatto segnare un segno più rispetto al gennaio 2018: più 0,95% per il giornale all’epoca ancora diretto da Mario Calabresi (adesso al timone c’è Carlo Verdelli), uno strepitoso più 5,62% per Avvenire che è diventato di fatto la bandiera dei cattolici favorevoli all’immigrazione. Qualcuno può quindi affermare che i migranti siano una ricchezza: per Avvenire di sicuro.

Il primo quotidiano d’Italia secondo i dati Ads rimane il Corriere della Sera (280.334 copie fra edicola e copie digitali), davanti a Repubblica (201.473) e Sole 24 Ore (163.429), mentre la nostra amata (siamo gli unici in Italia ad acquistare con soldi nostri tutti e tre, ci piace sempre sottolinearlo) classifica sportiva vede in vetta sempre la Gazzetta dello Sport (145.337 copie, meno 9,66% rispetto a gennaio 2018), davanti a Corriere dello Sport (69.186, meno 8,62%) e Tuttosport, (43.667, meno 9,75%). L’effetto Cristiano Ronaldo c’è in alcuni giorni specifici, ci hanno detto di un boom subito dopo l’impresa con l’Atletico Madrid, ma nella media la gente, anche la gente juventina, si è rotta di un campionato terminato con quattro mesi di anticipo.

Inutile riciclare i soliti discorsi sulla crisi della carta stampata, basta mezz’ora in treno ad osservare chi legge che cosa per intuire che come fenomeno di massa il giornale di carta è morto. Diventerà sempre più un prodotto di élite, per un pubblico sempre più esigente e necessariamente con numeri più piccoli. Il tipo di lettore che dava un’occhiata ai titoli, alle notizie sportive e ai programmi televisivi è stato rubato dal web. Mentre quello di mente relativamente più brillante non ha più bisogno del quotidiano omnibus, ma di fogli sintetici e scritti bene sugli argomenti che lo interessano (sì, pensiamo anche il calcio). L’identità paga sempre ed è anche per questo che i numeri peggiori sono quelli del Giornale: 48.754 copie, meno 15,73%. L’incomprensibile linea politica di Berlusconi viene pagata dal suo quotidiano, abbandonato dai salviniani che preferiscono Libero e La Verità, ma anche da berlusconiani puri che non si riconoscono più in questo triste finale di partita.

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