Obbiettivo privé: c’è chi viene da sopra e chi viene da sotto

17 Aprile 2003 di Erminio Ottone

di Erminio Ottone
Il nostro amico portiere molto amante della notte e poco degli allenamenti (e si vede) ci ha regalato il racconto di una notte di ordinaria discriminazione in uno dei locali più amati da calciatori e gente dello spettacolo, il Tocqueville. Cosa non si farebbe per un posto al sole, anzi, al buio…


Torna il vostro Erminio Ottone, con nuovi gustosissimi particolari sulle notti milanesi, poco piccanti e molto ‘paccanti’. Toqueville, mercoledì sera. Una serata un tempo in voga, oggi decisamente in declino. Due piani di discoteca, quello inferiore quasi vuoto, quello superiore (il privè) vuoto. Ma veniamo al dunque. La mancanza di elasticità mentale dei gestori dei locali milanesi è cosa nota, e al Toqueville trova forse una delle sue massime espressioni. I due piani, infatti, sono trattati come fossero due compartimenti stagni. Ma non per tutti. Se sei tra gli ‘eletti’ entri dal privè al piano superiore, e in quel caso puoi tranquillamente spostarti da sopra a sotto e viceversa. Se invece sei tra i ‘paria’ che vengono ammessi al piano inferiore, diventa praticamente impossibile accedere al privè superiore, anche se vuoto!
Siamo lì, Erminio Ottone ed un suo amico, ammessi direttamente al privé grazie a conoscenze varie. Dobbiamo procurare l’ingresso ad una nostra amica che ha il ‘visto’ solo per il piano inferiore. La ragazza è carina, vestita con un normale paio di jeans ed una maglietta non attillata: niente, vietato farla salire! Altro tentativo: un terzo amico si ‘sacrifica’, si presenta all’ingresso superiore con lei… Il buttafuori quasi ci casca, poi chiede: “Ma lei viene dal piano di sotto o da fuori”?. Conosciuta la sua provenienza, il buttafuori rimbalza la ragazza… Incredibile: fosse venuta da fuori sarebbe entrata, da sotto no!!!
Ci provano altre ragazze, decisamente meno carine ma con tette rifatte, schiene fuori, stivali ultra-taccati e culi al vento: tutte ammesse! Viva la provocazione, non siamo certo moralisti, ma il ‘razzismo’ del Toqueville si ritorce contro la discoteca stessa: quelle gnoccolone mezze nude sarebbero andate ad arricchire i tavoli dei soliti clienti spendaccioni che tanto tornano sempre… La nostra amica era poco appariscente ma decisamente in caccia… Avrebbe rimorchiato qualcuno che poi, il giorno dopo, avrebbe raccontato agli amici che al Toqueville si ‘becca’… Tutta pubblicità persa.

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