Negatività di Maradona

27 Giugno 2018 di Stefano Olivari

Per l’Argentina c’è una presenza al Mondiale più negativa di quella di Sampaoli ed è ovviamente quella di Diego Maradona. Corvaccio sempre presente in tribuna e umanamente tifoso di un fallimento dell’Albiceleste e di Messi, anche se a parole se l’è presa solamente con l’allenatore e ha riservato complimenti di circostanza al suo erede. Niente di strano: a tutti fa piacere sentirsi indispensabili, quale impiegato lasciando l’ufficio spera che il suo successore non lo faccia rimpiangere? Lo show durante la drammatica partita con la Nigeria, fra esultanza da Redentore (ormai ha la faccia uguale alla Berté, però, più che a Cristo), malore per cause imprecisate (o fin troppo precisabili) e doppio dito medio finale, ha quasi tolto la copertina a una squadra che di puro carattere, con i giocatori di classe quasi tutti sotto il proprio standard e i cani rimasti cani è riuscita ad arrivare ad un ottavo da brividi contro la Francia. Non capiamo il moralismo contro Maradona, davvero degno di miglior causa (uno se vuole deve essere libero di ammazzarsi, se non fa male ad altri), ma non capiamo nemmeno perché debba godere di uno standard di giudizio diverso rispetto a Di Stefano, Cruijff, Pelé, Beckenbauer, Platini, Zico, Iniesta, per non dire dei vivisezionati Messi e CR7. Gente che nonostante pressioni uguali o superiori ha dovuto sempre comportarsi civilmente. La presenza del neoallenatore della Dinamo Brest (!) ha però il merito di ricordarci che nella sua storia mondiale recente l’Argentina ha avuto allenatori peggiori di Sampaoli, come Bielsa (eliminato al primo turno con Batistuta, Veron, Samuel, Zanetti, Simeone, Crespo, Ortega…) e appunto Maradona.

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