Mourinho e l’utile errore di Eva

17 Agosto 2015 di Stefano Olivari

Il Chelsea di questo inizio di stagione è senza dubbio il peggiore dell’era Mourinho, mettendo insieme sia la sua prima (dal 2004 al 2007) che la seconda (dal 2013) gestione dei Blues. Non tanto come risultati, comunque negativi (sconfitta contro l’Arsenal dell’arcinemico Wenger nel Community Shield, pareggio con lo Swansea e sconfitta con il Manchester City in campionato), o come gioco perché soprattutto contro il City il risultato non ha rispecchiato quanto si è visto in campo, ma perché per la prima volta una sua squadra non sembra avere un’anima. Non stiamo certo parlando di spettacolo, perché si può essere grandi squadre anche facendo le barricate e ripartendo, o di qualità media dei giocatori anche se il fatto che il calciomercato si sia chiuso in sostanziale pareggio è significativo, così come è significativo che gli unici soldi veri siano stati messi sulla scommessa Rahman, ma stiamo parlando proprio di spirito. A forza di riempire la rosa di mezzi giocatori (mezzi ad alto livello, a metà classifica di Premier League o di Serie A sarebbero stelle) come Willian, Cuadrado, Oscar, categoria dalla quale dovrebbe esseresi emancipato Hazard, non si sa più chi trascina chi. E questo nelle squadre di Mourinho, sempre con gerarchie molto chiare e quindi panchine non lunghissime, è un vero problema. In America Lampard, in Canada Drogba, l’evidente declino di John Terry (ma se il futuro è Zouma…) ha fatto sembrare scadente una difesa che la scorsa stagione pareva di ferro in quasi ogni situazione. Continua sul Guerin Sportivo.

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