Mezz’ora di Balotelli

15 Settembre 2015 di Stefano Olivari

Mario Balotelli è tornato un potenziale fuoriclasse, dopo mezz’ora di derby molto ben giocata, a quindici mesi da quel Mondiale che è stato lo spartiacque fra il girone dei possibili Palloni d’Oro e la discesa in quello dei contrattoni di cui i grandi club europei si vogliono liberare ad ogni costo. Per noi non ha mai smesso di esserlo, un fuoriclasse, non meno di venti articoli del Guerino possono testimoniarlo. Per questo evitiamo quelle celebrazioni da ufficio stampa che mettono insieme un po’ tutti, anche Montolivo (celebrazioni di una sconfitta, va pur sempre ricordato). Gli antipatizzanti di Balotelli sostengono che quella con l’Inter sia stata una partita particolarissima, da Balotelli giocata sui nervi in mezzo a mille provocazioni, con l’uno contro tutti che in definitiva lo avrebbe esaltato: più difficile, secondo questa teoria, trovare il fuoco sacro sabato sera contro il Palermo. Sarà. Ma non c’è motivazione al mondo che ti possa insegnare ad essere pericoloso anche a quaranta metri dalla porta, o comunque ad essere temuto a prescindere. Accadeva addirittura nelle poche e tristi apparizioni nel Liverpool, nonostante si trascinasse in mezzo al non gioco di Rodgers. L’unico problema che vediamo per Balotelli è che il punto di forza del Milan di quest’anno sono le due punte titolari: Bacca e Luiz Adriano si integrano alla perfezione e creano situazioni a prescindere dalla evidente modestia del centrocampo, pieno di gente che a malapena esegue il compitino. Continua sul Guerin Sportivo.

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