Meglio Paul di Costanzo

20 Luglio 2010 di Libeccio

di Libeccio
Il basso profilo di Benitez, Diego da Atalanta, l’esperto in consulenze, la parabola di Giovinco, le ultimora su Dinho, il bene secondo Cragnotti e la resurrezione di Adriano.
1. Rafa Benitez ha cominciato la sua avventura in Italia e dalle sue prime mosse ci pare di poter dire che ha scelto un profilo bassissimo, l’unico peraltro disponibile dopo il ciclone Mou. Metaforizzando la questione, potremmo dire che con Benitez si è passati all’altalena dopo le montagne russe di Mourinho. A proposito di Benitez, avete mai conosciuto uno nella sua posizione con un compito più difficile di quello capitatogli? Noi no.A guardare le foto dal ritiro, i giocatori dell’Inter sembrano ascoltare le parole di Benitez con la stessa attenzione con cui gli studenti navigati ascoltano in genere il professore di religione o di musica. Con la faccia ognuno sembra dire: “Che palle questo, ma che vuole, tanto alla fine so io come fare in campo”. Hanno tutti i torti dopo il triplete?
2. Nel ritiro Juve di Pinzolo pare che Diego stia facendo faville negli allenamenti. Esattamente come l’anno scorso. Poi in campionato sappiamo tutti come è andata a finire. Del Neri precisa che lui pur preferendo un altro modulo Diego sa già come farlo giocare: “come giocava Doni nell’Atalanta”. Pensate a quanti juventini il raffronto abbia fatto venire i brividi e non diciamo di cosa. A proposito di Juve: pare che Krasic voglia soltanto la Juventus e nessuna altra squadra. Lo ribadisce un giorno sì ed uno no il forte giocatore serbo, con il quale evidentemente alcuni quotidiani italiani hanno un filo diretto. Ma allora a Torino cosa aspettano a prenderlo?
3. La vicenda del polpo Paul, da noi e da mezzo mondo già trattata, merita una ulteriore considerazione perché il sistema mediatico se ne è impadronito anche a Mondiale finito e lo sta utilizzando per varie e suggestive ipotesi. Del resto se può fare l’opinionista di calcio Maurizio Costanzo (alla sua 4987esima consulenza) non può aspirare a fare altrettanto il simpatico polpo Paul, che almeno non ripete da 40 anni lo stesso copione? Al suo fianco Giampiero Galeazzi sembrava un fuoriclasse, perlomeno si capiva cosa dicesse.
4. Giovinco è passato da uomo su cui puntare nella Juve a uomo da scaricare al Bari. Non bruciamo troppo in fretta talenti che potrebbero diventare veramente tali se solo si aspettasse un po’ di più? Prendiamo Giuseppe Rossi: gli sono bastati pochi mesi per passare, anche mediaticamente, da possibile stella azzurra al limbo di un calcio di seconda fascia. Eppure tuttora scommetteremmo su di lui a occhi chiusi. Oltre al discorso giovani c’è anche quello dei talenti senza ruolo fisso. Evaristo Beccalossi ai giorni nostri giocherebbe ancora nell’Inter? Pensiamo di no. Vogliamo tutto pronto, adesso. Ma al di là della filosofia, la cruda realtà è che il calcio in Italia evidentemente continua a piacere così. Qualcuno smetterà di guardare la Juventus perché manca Giovinco?
5. La vicenda Dinho scuote l’estate dei tifosi milanisti altrimenti ferma come l’aria di questi giorni, almeno a leggere certi giornali o a guardare certe trasmissioni sportive in tv. In assenza di notizie prendi qualunque cosa
possa diventarlo, dagli una bella schakerata e servila con ghiaccio.  Qualcuno che la legga e ne parli lo troverai. Resta al Flamengo, no torna, resta al Flamengo, no torna, ha trovato un’altra squadra, no torna. E
stiamo parlando di un giocatore purtroppo al tramonto. Pensate se il Milan comprasse Dzeko o Ibra. Sono finiti i soldi, per la precisione sono finite la voglia e l’utilità di metterli. Ma non è ancora finito un certo modo di venderti la realtà.
6. Torna a parlare Cragnotti per dire che “la Lazio va male perchè alla Lazio non hanno più cognizione del bene comune”. Per uno che con le sue malefatte ha quasi rischiato di cancellare la Lazio da ogni ambito sportivo che contasse qualcosa è una dichiarazione che ha veramente dell’incredibile. La riportiamo
soltanto per questo.
7. “Adriano vincerà le partite da solo”, è l’ultima (barzelletta?) di Francesco Totti. Che sembra concordata con Pradè e Montali al solo scopo di motivare il brasiliano appena giunto.Adriano è una grande scommessa, che la Roma può vincere, e al di là delle vicende umane un grande furbo. Chissà se oltre alla furbizia avrà anche l’intelligenza per capire che quello giallorosso è l’ultimo treno importante.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

Share this article