Marotta in tempesta

17 Maggio 2011 di Libeccio

di Libeccio
Le prospettive di Ranieri, l’attrattiva della Juventus, la fine dell’era Garrone, l’inguardabile Napoli-Inter e l’importanza di Leonardo.

1. La Juve perde la penultima con il Parma e deflagra oramai senza più controllo, con Del Neri che ha anche il coraggio di dire che rifarebbe ogni cosa. In settimana Blanc aveva rassegnato le dimissioni. A nostro avviso anche Del Neri e Marotta dovrebbero fare qualcosa del genere, perché la Juve di quest’anno è stata molto più imbarazzante di quella di Ranieri e Ferrara messi insieme che (almeno il primo) a volte aveva dato l’impressione che stesse lavorando su un team serio e competitivo: ad averlo lasciato lavorare la Juve sarebbe molto diversa (migliore) di quella attuale, a meno che il settimo posto non sia considerato un buon risultato. Pagherà l’allenatore, come di consueto, ma Marotta che ha investito cifre assurde per giocatori modesti invece rimarrà. 
2. E’ vero, nella Juve gira tutto male e non si riesce a trovare un punto fermo dal quale partire. Si era detto che occorreva che un Agnelli tornasse sul ponte di comando, ma evidentemente gli scudetti dell’era moderna non dipendevano dagliu Agnelli (che nemmeno mettevano soldi). L’unico punto fermo sembra essere Del Piero, che però non è più in grado di coprire le altrui magagne e diventa lui stesso limite vistoso per qualsiasi ripartenza. Buffon è sempre più distante dalla proprietà e la cosa stupisce molto: è stato uno dei pochi a non abbandonare la nave quando affondava, da campione del mondo. Pare che nessuno ora se ne ricordi. Il problema che noi vediamo è che molto difficilmente la Juve potrà attrarre giocatori e allenatori di prima fascia (almeno di quelli che si leggono nelle rubriche di calciomercato). Ci si spieghi ad esempio perché Villas Boas dovrebbe venire alla Juve, potendo fare la Champions con il Porto dove è amato follemente dai tifosi, dalla stampa e dalla squadra e dove peraltro si sta giocando una finale di Europa Legue.
3. Ci chiedevamo qualche tempo fa su Indiscreto se una città come Genova (colpita da una crisi economica e sociale gravissima) potesse continuare a reggere due squadre in serie A.
La risposta l’ha data per il momento il campo e la Samp va in serie B.  E’ la fine di un epoca, di una grande avventura, di una storia prestigiosa, di una famiglia che nella Samp ha fatto investimenti anche rilevanti culminati con il prestigioso (ed inutile) piazzamento dell’anno scorso. Restano le immagini di Palombo che piange e chiede scusa sotto la curva attonita per un esito che fino a gennaio sembrava impensabile. Dicono tutti che il calcio è un gioco, ma ognuno sa che può far piangere come altre cose della vita, anche più gravi. Lo smembramento della Samp è iniziato quando Marotta e Del Neri se ne sono andati, seguiti subito dopo da Pazzini e Cassano. Altro tassello il licenziamento di Di Carlo che probabilmente avrebbe salvato la Samp se non fosse stato licenziato per tacitare le frange di tifo più rumorose.
4. La gara tra Inter e Napoli è stata abbastanza avvilente, nel senso che sembrava proprio che pari dovesse essere.
E’ normale: dicono tutti che sul finire di stagione alcuni risultati siano compatibili con gli obiettivi di entrambi gli attori in campo, che quindi si regolano di conseguenza. Fastidioso ugualmente, chi si scanna per i diritti televisivi dovrebbe prima di tutto pensare al prodotto che vende. E questa roba è inguardabile, così come le partite delle provinciali che si salvano con due mesi di anticipo.
5. Dopo i cori di Gattuso su Leonardo, nei giorni scorsi alcuni tifosi hanno bruciato la maglia di Leonardo alla festa del Milan. Ci sembrano atteggiamenti integralisti incomprensibili, considerato che l’anno scorso non c’era un solo milanista disposto a fare qualcosa per tenere Leonardo ad allenare il Milan. Se lo consideravano così importante per la squadra rossonera, non potevano pensarci prima?

Libeccio

(in esclusiva per Indiscreto)

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