Marketing del ritiro

19 Agosto 2008 di Stefano Olivari

In una logica di marketing è più importante essere credibili che essere veri. Per questo non sapremo mai la verità sull’infortunio di Liu Xiang, che ha gettato nel dolore tutta la Cina che capisce benissimo la differenza fra una medaglia d’oro nell’atletica e quaranta in specialità con una base di praticanti inesistenti. Non la sapremo mai prima di tutto perchè potrebbe essere davvero banale: Liu stava male da mesi per la tallonite ed altri problemi, così alla prima sollecitazione con stress olimpico mente e fisico hanno detto basta. Come campione forse meglio uscire così che da non qualificato in batteria. Tutto il resto sono elucubrazioni del genere ‘verità sull’undici settembre’, come il tam tam web secondo cui sarebbe stata la Nike a costringere l’ostacolista al ritiro dopo essersi resa conto che il suo livello si era abbassato di molto. Una storia che sta in piedi come cento altre e che come cento altre può essere falsa: è stata presa però sul serio proprio della Nike, che si è affannata a smentire in ogni continente. Abbiamo letto di scommesse, di assicurazioni che coprirebbero solo gli infortuni in gara, di doping da nascondere, di tragedie private. I tanti consiglieri del fenomeno dovrebbero consigliargli una cosa: ritirarsi e rimanere mito (campione olimpico e mondiale), facendo diventare il ritiro di Pechino famoso e misterioso come il ‘no mas’ di Roberto Duran contro Leonard. Siamo sicuri che lo hanno già fatto, da mesi.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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