L’uomo dietro il calcio

18 Maggio 2010 di Libeccio

di Libeccio
La rivincita di Moratti, Tuttosport e Del Neri, Rocco su Totti, Pato e il caso Adriano, il ruolo della Polizia.
 1. Si racconta che Massimo Moratti non volesse andare a Siena per l’ultima decisiva gara di Campionato. Troppe coincidenze da togliere il fiato, in caso di fato avverso. Alla fine si è convinto ad andare, per bere un calice che avrebbe potuto essere anche amarissimo. Dopo la conquista della Coppa Italia, l’Inter festeggia anche il suo dicottesimo campionato italiano, superando quelli fino ad ora vinti dal Milan. E’ una vittoria che conclude al fotofinish un campionato lungo e durissimo che ha visto la squadra di Mourinho vincente e piazzata su ogni competizione nazionale e internazionale, sfatando anche la favola che chi arriva in fondo alla Coppa dei Campioni ben difficilmente può fare altro. Da adesso, quando si parlerà di Grande Inter, non si dovrà più fare riferimento a quella di quasi mezzo secolo prima perché proprio quella attuale è diventata anch’essa grandissima e ancora di più può diventarlo se non fallisce la prossima finale di Madrid. Comunque vada è una stagione che ha scaldato il cuore dei tifosi interisti come poche altre volte nella loro tormentata vita. Tifoso fra i tifosi, cosa che non sempre è un pregio, Moratti si gode un quinquennio di gloria dopo dieci anni di prese in giro anche violente da parte di chi barava e dei suoi burattini.
2. Si può dire che la Juve affidata a Luigi Del Neri sia l’ennesimo errore da parte della dirigenza di Corso Galileo Ferraris? Del Neri è allenatore molto preparato e valido, vedremo se adeguato a gestire una dimensione interna ed esterna alla Juve dilatata dalla mancanza di risultati (l’anno scorso) e dalla stagione praticamente fallimentare di quest’anno. Come pensate reagiranno tifosi e dirigenza ai primi inciampi magari in pre-campionato? E soprattutto, come reagirà Tuttosport, che l’anno scorso ebbe molta parte nel licenziamento di Ranieri? Come quest’anno ha molto concorso a quello di Ferrara che, conti alla mano, aveva fatto meglio di Zaccheroni…
3. Nereo Rocco è stato un allenatore grandissimo. Capace di geniali pronunciamenti che annichilivano i suoi giocatori, i suoi colleghi, i giocatori avversari e i giornalisti di quel tempo. Parlava pochissimo Nereo (Paron) Rocco, ma quando parlava (quasi sempre in dialetto triestino) lasciava un segno profondo. A rivedere al rallenty il fallo di Francesco Totti contro Mario Balotelli nella finale di Coppa Italia persa dalla Roma, mi torna in mente uno di quei pronunciamenti, efficace come neanche un intero articolo di fondo: “Da come un giocatore sta sul campo si vede (all’incirca) l’uomo che c’è dietro”.
4. Dinho e Pato esclusi dalla Selecao per i Mondiali di calcio in Sudafrica. Protestano in molti ma Dunga in realtà compie la scelta più consona al suo ideale di calcio: alla fine tanto se si vince sarà un genio e se non vince uno scarso, secondo i soliti meccanismi, tanto vale sbagliare con la propria testa. Caso mai la cosa dovrebbe preoccupare la dirigenza milanista, che in un sol colpo si vede bocciare la star del presente (Ronaldinho) e quella del futuro (Pato). Del primo si può discutere, con i colpi che ancora tira fuori (quasi tutti gli assist rossoneri partono dal suo piede, anche quando è defilato a sinistra) può ancora essere grande in una squadra che corra anche per lui. Del secondo invece colpisce l’involuzione atletica e tecnica nell’ultimo anno trascorso fra infortuni, problemi personali e clamorose esclusioni dall’undici titolare del Milan. Sull’involuzione di Pato non abbiamo notato trasmissioni televisive e pagine di giornali, per i noti motivi. Solo che una volta il Milan vinceva e nel fare due ore di ‘caso Adriano’ ci si poteva vergognare di meno. 
5. Stefano Gugliotta, il ragazzo di Roma picchiato e arrestato dalla Polizia è stato infine scarcerato ricevendo anche le scuse del capo della Polizia. La stessa ha anche annunciato che si costituirà parte civile nel caso vengano accertate responsabilità da parte degli agenti che hanno preso parte al grave e gratuito pestaggio. Ci sembra una buona notizia a latere di quella cattiva. Sappiamo che le forze dell’ordine svolgono un ruolo difficile soprattutto nei servizi di vigilanza degli stadi durante le gare più accese. Occorre anche dire però che mai e poi mai devono macchiarsi di abusi di potere così gravi. Un normale cittadino può avere una “caduta” di comportamento (è ubriaco, si è drogato, è alterato); se trova tutori della legge comprensivi e consci del ruolo delicatissimo che svolgono, ogni cosa può essere riparata senza che alcuno si faccia così male da non poter poi recuperare l’irreparabile. Se al contrario sono gli stessi tutori dell’ordine ad agire nell’illegalità, possono nascere tragedie enormi. Di sicuro non è una materia in cui fare il tifo, perchè ogni episodio ha una sua storia.
Libeccio

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