L’ultima parola di Berlusconi

15 Dicembre 2015 di Indiscreto

La teoria delle due anime del Milan ci perseguita, per bocca dei sedicenti bene informati di entrambe le fazioni, fin dagli anni in cui il Milan vinceva tutto in Italia e in Europa, quindi non può essere la spiegazione del momento rossonero. Con la parola ‘crisi’ peraltro buttata lì senza un vero perché, a meno che sia diventato uno scandalo il settimo posto di una squadra attrezzata per arrivare quinta o sesta (colpa di chi parlava di Champions). Le due anime, facendo un mini Bignami, sarebbero quella berlusconiana (che concepisce soltanto stelle affermate oppure scommesse presidenziali, miracolando allenatori e giocatori) e quella gallianiana (più improntata alla gestione ordinaria e alla difesa dell’esistente, San Siro compreso). Certo è che l’ultima parola spetta sempre a una persona sola, che sta aspettando il primo pretesto concreto per salutare Mihajlovic e mettere al suo posto una scommessa (Brocchi, che però lo intriga meno di altri senza esperienza) o una grande suggestione (Lippi), senza aspettare che in estate l’amico Briatore lasci libero Montella (che i giocatori della Sampdoria abbiano capito la provvisorietà dell’operazione?). Pretesto che può non essere una sconfitta domenica a Frosinone, ma anche soltanto un’altra dichiarazione incauta. La sensazione è che Mihajlovic non vedrà in ogni caso il closing di Mister Bee, adesso slittato a gennaio. Continua sul Guerin Sportivo.

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