L’Italia che stava aspettando Capello

9 Giugno 2010 di Libeccio

di Libeccio
Il rinnovato amore per l’Inghilterra, la furbizia di Adriano, il declino di Buffon e l’incontro con Gianni Letta.
1. Il matrimonio tra Fabio Capello e l’Inter era sostanzialmente una cosa inventata, costruita più ad uso e consumo del sistema mediatico che per le reali possibilità di perfezionarlo. Molte le controindicazioni che lo rendevano quasi impossibile. Intanto i trascorsi di Capello nel Milan, nella Roma e nella Juventus poi coinvolta in Calciopoli. Come dire, un pedigree che lo avrebbe reso almeno inviso a larga parte del tifo interista. Poi le vicende connesse al processo di Napoli, che vedono Moggi scatenato a cercare capri espiatori che riducano in qualche modo le sue pesanti responsabilità. E un Capello sulla panchina dell’Inter poteva diventare facile motivo di “nuove” e “sconcertanti” rivelazioni di Moggi magari al solo scopo di danneggiare l’Inter attraverso il nuovo allenatore. Inoltre Fabio Capello è ancora iscritto nel registro degli indagati del tribunale di Roma in ragione di una accusa di falsa testimonianza mossagli dal collegio giudicante del Processo Gea (troppi i ‘non ricordo’ pronunciati durante il suo interrogatorio). Infine ci sono una serie di vecchi accertamenti disposti dalla Agenzia delle Entrate su alcuni presunti illeciti fiscali posti in essere da Capello attraverso alcune società di cui risultava titolare direttamente o indirettamente. Insomma, ogni cosa suggeriva che Don Fabio restasse tranquillo con la nazionale inglese, il cui contratto infatti si è sbrigato a confermare per altri due anni (magari) sfruttando proprio il rimbombo causato dall’ipotesi di passaggio all’Inter.
2. Adriano tornerà in Italia, destinazione AS. Roma. Non conta nulla che appena un anno e mezzo fa sia stato liberato dall’Inter a parametro zero, mentre era ancora sotto contratto, in modo da consentirgli un recupero umano e professionale abbastanza compromesso da problematiche extracalcistiche. Grazie a quella liberatoria il ragazzo (ventotto anni, ma in Italia si è sempre ragazzi) è potuto tornare nella sua terra e accasarsi al Flamengo che pure resta una delle compagini della massima serie brasiliana di maggiore fama e fortuna. Sempre grazie al costo zero del suo cartellino ora il ragazzo torna in Italia sulla sponda romanista, ovvero presso una squadra che è stata negli ultimi anni la più agguerrita avversaria dell’Inter. Strabiliante a come all’Inter nessuno abbia pensato ad inserire una clausola (o almeno una super-penale), nella liberatoria concessa ad Adriano, in modo da non ritrovarselo avversario dopo pochi mesi. Soliti buonismi alla Moratti o colpevole sbadataggine? Nella fase del trionfalismo e del ‘va tutto bene’ non sarebbe una domanda giornalisticamente sbagliata.
3. Più vediamo i gol che prende Buffon (anche in Nazionale) e più ci sembra che non sia più il portiere strabiliante che abbiamo conosciuto e ammirato in tutti questi anni. Nonostante il giocatore abbia solo 32 anni (che non sono molti per un portiere) soprattutto nell’ultima stagione ha alternato prestazioni buone ad altre largamente insufficienti, che solo la buona stampa di cui gode ha contribuito a ridurre come effetti. Resta pur sempre un grandissimo portiere,  però quello visto fino ad un paio di anni fa era un fenomeno inarrivabile e garantiva 10 punti in più a stagione. Quelli che diventavano fondamentali per vincere titoli importanti. Chissà perché Moggi con un portiere così e intorno una squadra eccellente, con una rosa più qualitativa rispetto a quella delle concorrenti, si preoccupava di “deviare” le decisioni degli arbitri e costituire una associazione a delinquere per vincere i campionati. Misteri d’Italia. Alla fine è vero che il peggior crimine è la stupidità, con l’arroganza non lontana in classifica.
4. Alcune volte pur controvoglia ci tocca per forza essere “indiscreti”, come sempre lo si è parlando di soldi. Unicredit ha bussato a quattrini nei confronti della Famiglia Sensi, debitrice verso la Banca di Profumo per circa 400 milioni di euro. La risposta dei Sensi, che da circa quattro anni rinviano incredibilmente il pagamento, è stata quella di chiedere (e rendere noto urbi et orbi) un incontro urgente al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Onorevole le Gianni Letta, incontro poi effettivamente tenutosi alcuni giorni fa. Potrebbe essere la soluzione per chiunque abbia debiti verso una banca: chiedere un incontro urgente all’Onorevole Gianni Letta.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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