L’Italia che premia la Juventus

19 Ottobre 2015 di Indiscreto

Legare il futuro di un club alla qualificazione al preliminare di Champions viene spacciato per grande programmazione, quando è invece una follia. Tanto più nella serie A di quest’anno, dopo otto giornate ancora illeggibile, dove almeno otto squadre sognano un piazzamento nelle prime tre. Sorvolando sul fatto che giocare in Champions significhi anche ingaggi da Champions, la pubblicazione venerdì scorso dei premi UEFA per l’edizione 2014-15 ha evidenziato diverse cose interessanti. 1) Fra premi per essere arrivata fino alla finale e diritti tivù la Juventus ha incassato 89.100.000 euro, la Roma 45.918. 2) La Juventus ha incassato quasi 30 milioni più del Barcellona vincitore e di certo squadra con un maggior numero di fan nel mondo grazie al cosiddetto market pool, cioè la quota di diritti tivù riferibili al proprio mercato nazionale, che per l’Italia vale 93,5 milioni: sono in pratica parte dei soldi dati da Sky e Mediaset. Alla fine essere italiani non è poi così male. 3) Alle cifre della Juventus la Champions è un affare, ma appena si scende già gli incassi UEFA a malapena coprono l’aumento degli ingaggi dovuto al fatto di comprare (o confernare) giocatori da Champions. Esempio: il Chelsea i suoi quasi 40 milioni li ha messi praticamente tutti su Cuadrado (estremizziamo, perché il colombiano adesso prestato alla Juventus arrivò in febbraio). 4) Juventus e Roma quest’anno prenderanno ancora più soldi, perché Mediaset per l’esclusiva ha messo sul piatto molto di più che il combinato Sky-Mediaset del passato. E quindi? Tutto compreso, siamo ai livelli di un Mondiale ed è per questo che un’epoca della storia FIFA è in ogni caso arrivata al capolinea. Non esiste che il voto delle Isole Cayman o del Burundi, ci riferiamo a Qatar 2022, interrompa la stagione di Real Madrid o Manchester United. Il calcio è uno dei pochi settori, non l’unico ma uno dei pochi, in cui chi paga deve subire i diktat di chi viene mantenuto. Continua sul Guerin Sportivo

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