L’Inter con meno Zhang

2 Gennaio 2021 di Indiscreto

L’Inter è in vendita, almeno per quanto riguarda una quota di minoranza. Qualche giorno fa, nella nostra miseria, ci eravamo fatti la domanda e dopo le indiscrezioni del Sole 24 Ore oggi il Corriere dello Sport ha sganciato la bomba: gli Zhang stanno cercando un socio di minoranza e avrebbero dato mandato a una banca d’affari (Goldman Sachs, non Rotschild) di cercarlo, probabilmente per sostituire il fondo Lion Rock, con il 31,05% attuale secondo azionista dell’Inter dopo Suning ma in qualche modo legato a Suning stesso visto che ha una partecipazione nella parte sportiva del gruppo degli Zhang.

Come tutti sanno, nessuno ambisce a fare il secondo azionista di un club calcistico senza contare qualcosa o avere guadagni su altri tavoli, quindi una eventuale (stiamo parlando di ipotesi) mossa di questo tipo preluderebbe ad un disimpegno degli Zhang o, più concretamente, ad un’Inter sempre nelle loro mani ma costretta all’autofinanziamento. Sul Corriere dello Sport leggiamo, a firma Andrea Ramazzotti, una cosa importante che non sapevamo: l’Inter ha rinviato a febbraio il pagamento degli stipendi di luglio e agosto, ha pagato quelli di settembre e ottobre, e intanto ha “avviato un dialogo con lo spogliatoio” per novembre e dicembre.

Certo tutti gli altri club di A sono messi più o meno così, infatti il calciomercato di gennaio sarà il festival della barbonaggine, ma una proprietà che avesse come obbiettivo la vittoria proprio in questo momento di pezzenteria diffusa potrebbe fare la differenza, visto che l’Inter vale meno dell’1% del resto dell’impero Suning. E quindi? La corsa scudetto è apertissima, a ben più di due squadre e fra le pretendenti c’è di sicuro l’Inter: Conte può vincerlo anche senza De Paul e il Papu Gomez. Ma a livello societario nel futuro c’è un’Inter con meno Zhang, anche se nessuno (nemmeno loro) sa in quale forma. Nessuna vendita all’orizzonte, insomma, ma certo nemmeno inventando si può scrivere di Zhang desideroso di strappare giocatori a Barcellona o PSG. Ci piace mettere in fondo il solito asterisco su San Siro, pensando anche alla vendita del Milan una speculazione immobiliare in favore di nemmeno sappiamo più bene chi.

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