L’Inghilterra in ginocchio, i buu di Middlesbrough

Anche prima dell'amichevole contro la Romania i giocatori di Southgate si sono inginocchiati in segno di protesta contro le discriminazioni razziali, come già era avvenuto contro l'Austria

7 Giugno 2021 di Stefano Olivari

Anche prima dell’amichevole contro la Romania i giocatori dell’Inghilterra si sono inginocchiati in segno di protesta contro le discriminazioni razziali, come già era avvenuto contro l’Austria. E come nella precedente occasione una discreta parte, non tutti ma tanti, degli 8.000 presenti al Riverside Stadium di Middlesbrough ha ricoperto di buuu i suoi stessi giocatori. Immagini e audio si possono trovare con facilità dappertutto, ognuno può farsi un’idea da solo delle proporzioni dell’accaduto (ci sono stati anche applausi, non solo buu), con Southgate che ha affermato che l’Inghilterra continuerà con questo kneeling simbolico anche durante l’Europeo.

I buu di Middlesbrough sono per il giornalista collettivo qualcosa di imbarazzante ed infatti sull’argomento si sta leggendo molta cronaca e poca opinione. Perché ad un primo livello sembrerebbe che le idee politiche dei calciatori siano più di sinistra, volendo semplificare, rispetto a quelle del loro pubblico. E ad un secondo addirittura che il calciatore medio inglese sarebbe più interessato alle violenze della polizia statunitense rispetto allo spettatore medio. In altre parole, i giornalisti prendendo posizione dovrebbero abbandonare il politicamente corretto oppure attaccare i propri utenti, due scenari che per motivi diversi sono da evitare.

Personalmente troviamo peggiore il comportamento dei calciatori. Perché se una parte minoritaria del pubblico fa i buu significa che una parte consistente non li fa: opinioni diverse, insomma. Mentre l’unanimità dei calciatori è davvero imbarazzante: la pensano davvero tutti alla stessa maniera? Se avessero il diritto di voto solo i nazionali inglesi Black Lives Matter avrebbe il 100% delle preferenze? Non ci vuole un genio, ci riusciamo anche noi, per intuire che ai calciatori venga consigliato, da club e procuratori, di tenersi alla larga da dichiarazioni politiche e di inserirsi in un generico filone progressista, che nelle intenzioni delle classi dominanti non sarebbe divisivo. Invece divisivo lo è molto, perché anche chi è contro le violenze gratuite della polizia (immaginiamo il 99,9% della popolazione) magari non gradisce la lezioncina etica e senza discussione, volta a portare voti in una certa direzione.

Se l’Inghilterra dovesse continuare ad inginocchiarsi, senza subire squalifiche, perché per esempio Donnarumma non potrebbe mettere una maglietta di sostegno ai 5 Stelle o Immobile lo stemma di Italia Viva? Significativo è che a Middlesbrough anche i rumeni, espressione di un paese dove il politicamente corretto ha attecchito poco, si siano inginocchiati e che sia stato notato il comportamento degli unici due dissidenti, Stanciu e Nedelcearu.

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