L’immagine di Maradona e Sarri

22 Settembre 2015 di Stefano Olivari

Adesso è facile, dopo due valanghe di gol e forse una terza in arrivo contro il Carpi, leggere ogni successo del Napoli come una risposta di Maurizio Sarri a Diego Maradona. Abbiamo detto Sarri ma dovremmo dire De Laurentiis, uno dei grandi antipatizzanti (non dichiarati, come è ovvio per chi voglia circolare a Napoli) dell’ex Pibe de Oro. L’analisi tattica del gioco di Sarri è soltanto apparentemente semplice, perché pur partendo da moduli-obbiettivo (quest’anno il 4-3-1-2 del suo Empoli) l’allenatore finto napoletano (nato in città, ma cresciuto in Toscana) è uno studioso ossessivo delle caratteristiche degli avversari e quindi le discussioni su Insigne trequartista o esterno, Jorginho al posto di Valdifiori e Hamsik che tiene la posizione o si butta negli spazi come il vecchio Hamsik sono superate appena si pensa alla prossima partita. Gli ultimi 180 minuti sono stati di 4-3-3, domani chissà. Anche il famoso Empoli di Sarri altro non è stato che il punto d’arrivo di vari esperimenti, dal 4-2-3-1 al 4-4-2, con spezzoni da difesa a tre: questo per dire che come carattere Sarri non è Sacchi, nel bene e nel male. Il punto della questione ovviamente non è tattico, ma riguarda l’ipersensibilità dell’ambiente a tutto quanto riguardi anche alla lontana Maradona. Continua sul Guerin Sportivo.

Share this article