James, Giannis, Davis e altri 12

3 Dicembre 2020 di Indiscreto

LeBron James ha prolungato fino al 2023 il contratto che lo legava ai Los Angeles Lakers fino al 2021, la cui nuova scadenza coinciderà quindi con i suoi 20 anni di NBA. 85 milioni di dollari per il nuovo biennio sono nella sostanza la conferma del vecchio contratto, visto che nel 2018 il re del quinto tempo e della lotta per i diritti civili a paesi alterni firmò con i Lakers per 41 milioni e rotti, comunque meno della metà delle sue entrate annuali totali.

Qui al bar della pallacanestro, ma anche ai piani alti della NBA, la domanda è adesso una sola: i Lakers riusciranno nel 2021 a formare un superteam aggiungendo Giannis Antetokounmpo a James e Davis? Tutti tranne i tifosi dei Lakers sperano di no. E anche il contratto di James direbbe di no, perché quello nuovo non prevede la player option per uscirne: in italiano questo significa che LeBron non potrebbe, nemmeno volendo, autoridursi l’ingaggio per aprire spazio salariale utile alla coesistenza con altre due stelle.

Il tetto salariale nel 2021-22 dovrebbe essere sui 112 milioni e risparmiamo i ragionamenti nerdistici su sign-and-trade ed altri trucchi per poter fare la squadra che si vuole: la sostanza è che se il greco-nigeriano l’anno prossimo abbandonerà Milwaukee per i Lakers, secondo la logica europea del ‘vincere’ che non è proprio quella di tutti (vedere Gallinari, e qui ha ragione l’azzurro: se sei una stella la vittoria da gregario perde di senso) e forse nemmeno quella di Antetokounmpo, pagati i tre tenori a Jeanie Buss rimarranno 30 milioni lordi per pagare 12 giocatori. Il che significa che il quarto dei Lakers 2021-2022  potrebbe essere pagato meno di un giocatore da buona Eurolega, ma anche di Belinelli alla Virtus Bologna.

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