L’anima di Del Piero

9 Maggio 2011 di Stefano Olivari

di Stefano Olivari
La dirigenza della Juventus è proprio ridotta male se si riduce a festeggiare il 5 maggio, come se fosse un sito para-moggiano qualsiasi (genere GuidoRossi-Casoria-Penta-Cozzolino-Cartonato-Mi hanno rubato l’anima), giorno della morte di Napoleone ma anche della fine dell’era ‘simpatica’ dell’Inter morattiana. L’ha festeggiato allungando di un anno il contratto ad Alex Del Piero, dopo mesi di freddezza dovuti anche al fatto che Andrea Agnelli si era sentito messo con le spalle al muro dagli appelli web del capitano bianconero.
Dal punto di vista del 37enne Del Piero una scelta giustissima: niente di meglio di un campo da calcio per giocarsi la vita, la pensione è sempre meglio rimandarla e farne decantare ad altri i pregi. E poi un utilizzo intelligente gli consentirà di essere ancora decisivo e di allungare la sua leggenda per il diciannovesimo campionato di fila con la stessa maglia. Consolidando magari anche le sue statistiche: il più giovane (di due anni) Totti gli è davanti come gol in A (206 contro 184), ma considerando tutti i gol in partite ufficiali la stella della Juventus è a quota 313 e solo Inzaghi fra i giocatori in attività lo supera (a quota 315).
Insomma, di qualsiasi livello sia la Juventus dell’anno prossimo Del Piero ha fatto bene a continuare la carriera con la stessa maglia invece che intristirsi in qualche emirato o in una MLS dove comunque si gioca e si corre sul serio. Diverso il discorso della società, che dallo scorso 25 febbraio (data del più famoso degli appelli di Del Piero) ha tentato in maniera soft di liberarsi dell’ingombrante, come figura più che come comportamenti, uomo-immagine. Vaghe promesse di un futuro dirigenziale (dopo 2 anni all’estero: la stessa cosa che dissero a Bettega, che tornò alla Juve dopo 11 anni), silenzi stizziti, episodi di freddezza sui quali Del Piero ha sorvolato visto che piuttosto di chiudere la carriera con un’altra maglia si sarebbe ritirato (così almeno riferiscono persone a lui vicine). Cosa è cambiato, dunque? Fuori dalla Champions League, scenario in cui a febbraio ancora non si voleva credere, con decine di milioni da impiegare in riscatti di giocatori non da Juventus e con il nuovo stadio in fase di ultimazione, devi agitare davanti ai tifosi una bandiera. Bandiera che ha accettato di guadagnare praticamente un quarto di quello che pensava. Ecco, a Del Piero l’anima non l’hanno rubata. E del resto nemmeno lui ha rubato qualcosa.
stefano@indiscreto.it
(pubblicato sul Guerin Sportivo di venerdì scorso)

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