La terrazza di oggi

10 Ottobre 2021 di Stefano Olivari

La terrazza è il capolavoro italiano sull’ambiente radical chic, dieci anni dopo che Tom Wolfe aveva inventato l’espressione prendendo spunto da una festa in un attico di Manhattan per raccogliere fondi in favore delle Pantere Nere. Ettore Scola racconta soprattutto il mondo che conosce meglio, quello del cinema, e lo mette però in scena in maniera decisamente teatrale in quello che non è il suo film più famoso ma è quello che rivediamo più spesso (l’abbiamo fatto anche qualche notte fa su Amazon Prime Video, c’è anche su RaiPlay) e che è rimasto attualissimo a dispetto di alcuni riferimenti datati: cosa ne può sapere un giovane del 2021, ma forse valeva anche nel 1981, delle differenze fra Natta, Ingrao, Napolitano, Pajetta, Amendola e Berlinguer?

I politici sono solo una parte dei frequentatori di un salotto romano, una terrazza non solo metaforica in cui ci si abbuffa e dove pullulano produttori, dirigenti RAI, giornalisti, resisti, sceneggiatori, attori, sfaccendati, grandi e piccoli ex. Ognuno mette in scena sé stesso, in maniera ossessiva e ripetitiva, tra le mille frasi fatte per commentare l’attualità (sono tutte geniali, tutte riciclabili oggi) e la ricerca della battuta ad effetto, quella che dovrebbe distinguere dalla massa. Il tutto in un mondo che sembra immobile, soffocante, chiuso, nonostante l’epoca in cui è stato girato il film, il 1980, fosse trbolenta sotto ogni profilo, politico e culturale.

Quando per certi film si parla di cast stellare bisognerebbe pensare prima a quello della Terrazza: Gassman deputato comunista in crisi e con Stefania Sandrelli come amante, Tognazzi produttore succube della moglie (Ombretta Colli) e in pressing su uno sceneggiatore senza idee (Trintignant, la cui moglie è interpretata da Milena Vukotic), Mastroianni direttore di giornale disilluso e abbandonato dalla moglie giornalista in carriera (Carla Gravina), Serge Reggiani funzionario RAI intellettuale e mobbizzato, più una quantità incredibile di persone nei panni di sé stesse, da Maselli a Ugo Gregoretti, fa le quali giganteggia Galeazzo Benti. Fra i personaggi con poche battute da segnalare una giovanissima e bellissima Marie Trintignant, figlia di Jean-Louis.

Con questo cast è ovvio che il film si trasformi in una gara di bravura, una sorta di film nel film. Per certi versi La terrazza è un seguito spirituale di C’eravamo tanto amati e per altri il certificato di morte della commedia all’italiana, quella fatta da giganti. Tognazzi, Mastroianni e Gassman prendono in giro sé stessi ed i decenni di cinema che li hanno visti protagonisti, con un’amarezza di fondo che della migliore commedia all’italiana era la vera cifra stilistica. Lo fanno, grazie a Scola, Age e Scarpelli, parlando anche dell’Italia di quaranta anni dopo. Sempre grandi, sempre da vedere.

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