Ragazzi in Gamba

4 Giugno 2013 di Oscar Eleni

Caro direttore e cari amici di S., sono Oscar Eleni frustrato dagli scioperi che ruberanno, forse, spazio, al capolavoro di Cantù o, magari,di Roma. Scrivo a mezzogiorno e non so ancora come andrà al Pianella. La verità è che ci fa infuriare un signore serbo che nel 1983, i giorni gloriosi dell’europeo vinto dall‘Italia a Nantes, ricorda al bar di piazza Po nella Milano imbevuta da falsi proclami di grandeur sportiva, molto meglio di chi, come noi, era presente a quella meraviglia di Nazionale guidata da Gamba, Sales, Santi Puglisi  e Rubini,  stuzzicando il senso di colpa degli ingrati della Penisola. Memoria corta. Colpa della prostata?

Dimenticato l’evento che i giornali sportivi celebrano con meno spazio dei rutti del LeBron James arrivato alla finale NBA nell’anno del repetita juvant: sembra la stagione dove tornano a vincere quelli che erano già campioni, vedi Olympiakos, Juventus e adesso vediamo cosa decide di fare Siena la grandissima squadra di Banchi che, comunque vada in gara sei, ha fatto una stagione capolavoro con la coppa Italia, una bellissima eurolega, play off da sballo e sfinimento con il poco rimasto degli esacampioni.

Ma non ci eravamo  scordati soltanto della Nazionalona eurocampione. Avevamo dimenticato anche il compleanno del sciur Gamba, 81 anni belli freschi dello Spartaco di via Washington, il caro cittì, come  avrebbero detto i grandi del Giorno da Grigoletti a Pea. Un peccato mortale per chi guarda sbalordito il comunicato Olimpia sull’operazione al polso di Chiotti perché questi sarebbero giorni, come direbbero al Milan del tifoso Galliani messo in mezzo alle beghe del casato, per farci sapere chi sarà l’allenatore della squadra dove Gamba ha dato l’anima e vinto il massimo, anche se meno del suo guru Cesare Rubini. Non ci eravamo dimenticati, quelli furono davvero giorni fantastici come  il viaggio fino a Parigi, della nazionale campione d’Europa con Tanjevic.

A Gamba non si fanno gli auguri. Lo si abbraccia e si butta la stampella oltre l’ostacolo ricordando che dopo la virilissima rissa di Limoges c’era, anche fra i giornalisti “italiani” chi pretendeva la squalifica sua e del Galleani che non aveva paura di sfidare i giganti plavi per difendere i “suoi ragazzi”. Furono  momenti di gloria da non dimenticare anche in questa italietta dove ci si chiede se il procuratore federale, mandato per amministrare la giuistizia in tempo reale, ha il diritto di perdere l’autonomia dei sentimenti.

Grande Gamba, stupenda nazionale, tutti quelli che c’erano e il Piccolo di Trieste ricorda i suoi muli dorati, da Rubini a Tonut passando da Renzo Vecchiato e da Duilio De Gobbis, un tipo di accompagnatore di Azzurra che, purtroppo, non abbiamo più.

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