La regola di Pirlo e dello sceicco

11 Agosto 2015 di Stefano Olivari

La patria indignata è insorta in difesa di Andrea Pirlo, insultato dai tifosi dei New York Red Bulls che gli hanno dato, pensate, del vecchio. A lui, 36 anni, e a Lampard, 37, con lo striscione ‘City Retirement Home’ che li rappresenta disegnati con bastone e il mal di schiena. In Italia sarebbe lo striscione più civile di una intera stagione di serie A, senza andare più giù, negli Stati Uniti la cosa unita a uno pseudo-litigio fra qualche ubriaco in un bar ha creato un dibattito. Non ci sembra necessario ricordare la carriera delle due stelle del New York City, non ci sembra un delitto notare che che la MLS sta prendendo la china della vecchia NASL cimitero degli elefanti, grazie ad una interpretazione estensiva della cosiddetta ‘designated player rule’, più nota forse come ‘Beckham rule’, visto che nel 2007, quando venne istituita, sembrò quasi una legge ad personam (infatti il trentaduenne Beckham, dopo quattro anni di Real Madrid, andò a guadagnare ai Galaxy 6,5 milioni di dollari l’anno). Continua sul Guerin Sportivo.

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