La prodezza di Li Ning

8 Agosto 2008 di Stefano Olivari

Modeste impressioni sull’apertura dei Giochi. Di grande impatto l’inizio con il conto alla rovescia e l’accensione del braciere con una straordinaria performance di Li Ning, il ginnasta eroe di Los Angeles 1984 che ha camminato nell’aria grazie ad una soluzione tecnica da brivido. Un po’ pallosa la parte centrale, tolte le parentesi para-naziste, troppo monocorde la sfilata delle squadre e soprattutto senza una sottolineautura musicale adeguata. In generale eccellenti coreografie e idee non banali, senza insistere troppo sui capi di stato presenti in tribuna, da Bush (che ha lasciato la tribuna subito dopo il passaggio delle delegazioni e quindi prima dell’apertura ufficiale dei Giochi) a Sarkozy. Rubiamo un’osservazione a Julio Velasco, che ha secondo noi giustamente sottolineato come dalla sceneggiatura sia stato levato ogni riferimento a Mao, alla rivoluzione ed in generale alla storia recente della Cina. Come a dire: noi siamo il futuro, economia di mercato con dittatura del partito unico e soppressione con qualsiasi mezzo del dissenso, non stiamo a discutere secondo categorie del passato o a riesumare quelle storie di oltre mezzo secolo fa che tanto appassionano i giovani occidentali. Gli applausi a Taipei valgono più di mille discorsi di Hu Jintao. Per il resto bellissimo il clima fra gli atleti, con gli italiani che non si sono fatti mancare il po-po-po (pare rivolto ai neozelandesi che li precedevano e che avevano inscenato una pseudo-haka) e che da stanotte ci faranno sognare di essere lì con loro o al posto loro.
Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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