La polemica assenza dei mantenuti

27 Luglio 2008 di Stefano Olivari

La serie B è morta dal punto di vista filosofico (se invece che di identità ed etica parli di spettacolo, chi mai andrebbe a vedere uno spettecolo di serie B quando può comodamente vedere quello di A?) prima ancora che finanziario, ma nemmeno i morti erano mai arrivati al punto di scioperare contro se stessi. La serrata minacciata per l’inizio della stagione, annunciata dalla stizzita assenza quasi (venerdì nella sala CONI si è presentato solo il miracolato Avellino) totale al ‘sorteggio’ dei calendari, rischia di diventare solo un boomerang nel momento in cui di diritti tivù in chiaro anche della serie A, cioè i diritti che insieme a quelli commerciali collettivi pagano la mutualità verso la B, tendono a valere molto poco: sicuramente non più della metà dei 65 milioni pagati da Mediaset nell’ultima stagione, con l’assegnazione ancora in altissimo mare. La RAI vorrebbe rifare il vecchio Novantesimo, ma di sicuro a prezzi di saldo. Comunque fra i 95 milioni pretesi dalle 22 di B e gli 80 a cui con la mediazione di Matarrese si sarebbe arrivati la differenza non sarebbe poi immensa, facendosi venire nuove idee, quindi ancora per due stagioni scommetteremmo sulla sopravvivenza di questo campionato a tutti gli effetti di ‘mantenuti’. Il problema è l’utilità sociale nulla di un torneo professionistico che non è capace di autofinanziarsi, nemmeno in prospettiva. Nessuna.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

Share this article