La pancia di Berlusconi

18 Maggio 2011 di Stefano Olivari

 di Anna Laura
Caro Stefano, leggendo su Indiscreto l’articolo sul cosidetto effetto Ibrahimovic nelle ultime votazioni mi è venuto in mente di sottolineare l’emergere di un fenomeno nuovo: nel 2011 i sociologi, le società di marketing, gli istituti di monitoraggio delle tendenze, i politici (lasciamo perdere i giornalisti), non sanno più cosa accadrà. E nemmeno cosa stia accadendo…
Al di là del calcio, l’epoca di Berlusconi che è finita è quella politica. Finisce la sbornia dell’elettorato con la pancia, che ascolta e giustifica tutto. La capacità di parlare alla pancia della gente funziona solo se la pancia ascolta, ma in questo momento la pancia è distratta. La testa della gente comincia a farsi sentire, cominciano a venire a galla le domande, tutto questo genera schizofrenia. Ma come, Berlusconi che è amico di Obama, che è di casa con il suo amico Sarkozy, che lui di qua e di là con ogni potente della Terra non riesce a rimandare indietro i profughi tunisini? Va a Torino e dà ragione a Marchionne? Che da Torino se ne vuole andare…Dice che il nucleare è da fare? Tanto ci vogliono vent’anni per vedere qualche risultato, qui non ci si ricorda di quanto affermato la sera prima… 
Sempre pensando di parlare alla pancia maggioritaria, risfodera il mito delle privatizzazioni. Dice che bisogna privatizzare tutto, per renderlo più efficiente…come per i traghetti per la Sardegna, che una volta scomparsa la Tirrenia hanno aumentato del 90% le tariffe. Le privatizzazioni sono la burla di questo inizio secolo e la cazzata della fine del secolo scorso. Concepite per derubare le collettività. Benetton che si prende le autostrade ad un decimo del loro valore, Telecom venduta per un dodicesimo del valore dei soli impianti, le aziende come la Cirio o l’Alfa Romeo che furono dell’IRI. La Montedison, tutto. Sudore e soldi degli italiani, svendute da governi di ogni colore a caimani dotati di giornali e capacità di usarli. Le privatizzazioni hanno tolto di mezzo i calmieri del mercato, questa è la verità inoppugnabile, e hanno peggiorato la vita degli italiani: tolta quelle di qualche professore dalla consulenza facile. Ecco, la famosa pancia questa volta non è stata capita proprio da chi l’ha sempre cavalcata. L’affarismo deteriore può essere tollerato e persino dimenticato, perché è più divertente discutere di Thiago Silva che dell’inflazione, ma solo fino a quando non inizia a stritolarti.

Anna Laura

Share this article