La lezione di Hiddink

22 Giugno 2008 di Stefano Olivari


Forse Guus Hiddink avrà tradito la sua patria, come qualche giornale olandese ha buttato lì nemmeno tanto per scherzo (chissà perchè con Corea del Sud ed Australia tradiva meno, però…), ma di sicuro non ha mai tradito il calcio facendo giocare sempre, e sottolineiamo sempre, gli elementi a sua disposizione con moduli diversi a seconda delle epoche e delle situazioni contingenti. La Russia vista ieri è qualcosa di molto vicino al capolavoro, contro un’Olanda che è stata surclassata ma non certo perchè sia stata un’Olanda spenta. La squadra di Van Basten, pur non essendo brillante come contro Italia e Francia (con cui aveva corso tantissimi rischi, non evidenziati dai risultati finali), ha cercato in ogni modo la porta di Akinfeev, trascinata da uno Sneijder di superlusso e zavorrata da un Engelaar da compitino: di sicuro Van Basten ha chiuso la sua esperienza sulla panchina arancione senza grandi colpe (se non una certa rigidità nel variare gli schemi: alla fine era Sneijder a decidere come dovevano giocare i compagni), semplicemente venendo surclassato da un maestro che in passato ha umiliato ideologicamente anche allenatori più bravi (poi furbo Grosso a buttarsi, secondo l’etica corrente) della futura guida dell’Ajax. Alla fine della partita le statistiche parlano di 30 (trenta!) tiri olandesi verso la porta russa, contro i 24 degli avversari: insomma, l’esatto contrario di quello che è rimasto negli occhi e nel cuore di chi ha visto i 120 straordinari (a parte una fase del primo tempo) minuti di calcio. Ma c’è il trucco: quasi tutti i tiri Oranje (esattamente 22) sono arrivati con soluzioni da fuori, mentre la maggior parte delle azioni pericolose russe è arrivata da azioni manovrate, con sovrapposizioni, tagli e passaggi lunghi. Un calcio pazzesco, che ha ricordato la migliore Urss di Lobanovski nell’offrire sempre due opportunità di scarico a chiunque fosse in possesso palla: meccanismo evidente quando la manovra si sviluppava centralmente, meno sulla fascia dove tante situazioni favorevoli sono state gettate al vento proprio per eccesso di altruismo. Rimandiamo ai prossimi giorni i discorsi definitivi, ora se ci facciamo prendere dall’entusiasmo assegneremmo il Fifa World Player a pari merito ad Anyukov e Zhirkov.

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