La giostra della moviola

10 Ottobre 2008 di Stefano Olivari

Due settimane di distacco dal mondo non ci hanno regalato l’idea per un grande romanzo e nemmeno quella per raccogliere qualche banner pubblicitario, però ci hanno consentito di seguire con attenzione i programmi sportivi di RaiInternational (adesso brandizzata RaiItalia) più volte citati dai lettori della Settimana con toni a dir poco critici. Fra questi la mitologica Giostra dei Gol, una specie di Diretta Gol di Sky ma con la differenza di intervenire su una partita principale invece che mettere tutto sullo stesso piano. Abbiamo quindi compreso lo spirito con cui un italiano davvero residente all’estero aspetti questo appuntamento, ma anche la delusione quando arriva il momento del commento e gradirebbe sapere ”cosa si dice in Italia”. Tramissioni con conduttori (in particolare uno) tristissimi ed impacciati, un abuso della moviola che infastidirebbe Pistocchi ed un vivisezionamento di ogni azione discussa che sembra la parodia delle ‘nostre’ trasmissioni domenicali. Gli ospiti non sarebbero male, come nomi: in pratica quelli che non sono riusciti ad entrare di fisso nel giro della Domenica Sportiva finiscono a RaiItalia. A rotazione Italo Cucci, Sergio Brio, Picchio De Sisti, Vincenzo D’Amico ed altri volti noti. Con momenti esilaranti, come quando Cucci critica il moviolismo (la trasmissione è basata solo su quello), o De Sisti spiega che non può dare un giudizio tecnico su una squadra perché non sarebbe serio commentare sette partite guardate in contemporanea (discorso onestissimo, ma allora cosa ci sta a fare?). Il più brillante, oltre che l’unico ad azzardare giudizi pesanti, è D’Amico. Non siamo ai livelli Sky ma la fame di calcio e di Italia viene placata anche se in modo grigio e pseudoistituzionale, pensando forse all’Italia del maestro Manzi. Il vero punto debole sono le squadre di cui si parla: soprattutto Roma e Lazio, che fuori dalla loro regione sono seguite da pochissimi e che, cosa fondamentale, interessano alla massa dei nostri connazionali all’estero meno delle solite tre ma soprattutto meno anche di altre grandi del centro-sud, in zone di emigrazione più intensa: Napoli, Palermo, Reggina, Cagliari, eccetera. Inutile poi precisare che, con buona pace del Mondiale di Varese e dei trionfi di Valentino Rossi, per RaiItalia sport significa solo calcio. Ma questo vale anche in patria.
Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it
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