La fine della Pazza Inter di Moratti

27 Agosto 2019 di Indiscreto

Addio pazza Inter. Non ci riferiamo al calcio, perché la goleada al Lecce dovrà essere replicata con avversari di Serie A, ma proprio all’inno che è stato eliminato dall’attuale gestione nerazzurra. Non lo sapevamo e ce ne siamo accorti soltanto a San Siro prima della partita contro la squadra di Liverani, non sentendo più la canzone che nella testa di tanti tifosi è associata al Triplete ma che è stata utilizzata anche in stagioni più tristi.

L’ufficio dietrologia dà la colpa ad Antonio Conte, ricordando la sua frase sull’Inter di Conte che dovrà essere ‘Regolare e forte’, ma ci sentiamo di escludere che l’allenatore salentino si occupi di queste cose. Il retroscena è forse più sottile e affonda le sue radici nella storia di Pazza Inter, che da tutti è sempre preferita all’ufficiale e poco trascinante ‘C’è solo l’Inter’, composta da Elio e Le Storie Tese.

Una storia che parte in pieno morattismo, nel 2003, quando Massimo Moratti chiede all’amica Rosita Celentano (milanista, mentre il padre Adriano è interista) di comporre (o meglio, di far comporre, a Paolo Barillari e Dino Stewart) una canzone per i tifosi dell’Inter in cui proprio venga fuori il concetto di squadra pazza, più che di squadra vincente. L’Azienda Celentano si mette in moto ed ecco che nasce Pazza Inter, cantata inizialmente solo dai giocatori ma poi presto adottata da San Siro e con naturalezza dal tifoso medio, non certo dalla Curva Nord.

La canzone viene fatta suonare fino al 2012, quando per una questione di diritti (traduzione: soldi da pagare a casa discografica e autori) Pazza Inter scompare, per riapparire soltanto due anni dopo con Thohir. Adesso il nuovo stop, ma certo non per una questione di diritti. Non c’è bisogno di essere un agente del Mossad per scoprire che in questo momento di super freddezza fra gli Zhang e Moratti (senza più alcuna azione o potere, ma ritenuto ispiratore delle recenti mosse di Icardi e di Tronchetti, prima fra tutte il richiamo di Mourinho) una canzone nata da un’idea di Moratti e legata ad un’Inter con tutt’altro tipo di gestione, nel bene e nel male, non fosse una buona idea. Poi il borsino cambia di giorno in giorno, ma non scommetteremmo sulla ricomparsa a breve dell’inno.

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