La considerazione di Zhang

26 Luglio 2019 di Stefano Olivari

L’Inter vale un duecentesimo di tutto il gruppo Suning, in termini di fatturato: circa 350 milioni di euro l’anno contro 70 miliardi. Questa semplice considerazione stronca sul nascere qualsiasi considerazione sul tempo che Zhang figlio, e a maggior ragione Zhang padre, dedicano al club nerazzurro che invece è al centro delle vite dei suoi tifosi. Prospettive diverse, insomma.

Anche le interviste in aziendalese, come quella concessa da Steven Zhang al Corriere della Sera, contengono comunque passaggi illuminanti, tipo quando dice che l’Inter è un ottimo biglietto da visita per chi viene da lontano e vuole trattare con aziende europee, non soltanto con la UEFA per i pur pregiati diritti della Champions. L’investimento emotivo su un biglietto da visita è quello che è, con buona pace di chi crede di avere a che fare con un Moratti asiatico, un giovane tifoso per cui 85 o 60 milioni per Lukaku siano la stessa cosa.

Siamo antipatizzanti del copia e incolla, quindi invitiamo a leggere in versione integrale l’articolo di Stefano Agnoli, che per noi è soltanto un pretesto per qualche nuova considerazione sul pianeta Inter, dopo l’amichevole di Nanchino che in proporzione al valore dei singoli è stata davvero ben giocata dalla squadra di Conte. La prima è che con una prima punta qualunque, anche Dzeko bolso, l’Inter è già da terzo posto, come del resto da terzo posto tranquillo era quella di Spalletti, prima delle note e meno note vicende legate a Icardi, ma anche allo stesso Spalletti di fatto esonerato in gennaio (così l’ha capita lui, non noi al bar).

La seconda considerazione è che al di là di Icardi, sul quale non ci sono significative novità, si è arrivati a fine luglio con una quantità spaventosa di giocatori da vendere. Non è un problema di soldi, ma di qualità del lavoro di Conte. Lui può anche recuperare alla causa qualcuno, mettiamo Dalbert, ma deve sapere su chi può contare e su chi no. Il suo rapporto con Naingggolan è in questo senso illuminante: per caratteristiche gli piace tantissimo, l’ha visto anche insolitamente umile e disponibile, ma da ogni test Nainggolan è risultato un lontano parente non solo di quello della Roma ma anche del Nainggolan dell’estate scorsa. Dovesse rimanere, dopo il discorso Cagliari, un posto glielo troverebbe, ma dovrebbe saperlo. Cosa di dire di Miranda (lui quasi andato allo Jiangsu, mentre stiamo scrivendo), João Mario, Borja Valero, Vecino (che non gli dispiace), Puscas, Longo e di fatto anche Perisic, se continuerà a considerarlo un’alternativa alle punte? Un altro che sembra fatto apposta per la filosofia di Conte, D’Ambrosio, con l’arrivo di Godin rischia di essere uno dei tre centrali difensivi di riserva, in attesa del fallimento di Lazaro che molti luganesi ci danno per possibile. Noi l’abbiamo visto troppo poco per giudicare, abbiamo una vita interessante e quindi non è che possiamo seguire l’Hertha Berlino.

Terza considerazione. La strategia di costruire un rapporto con i media di tipo juventino sta funzionando discretamente, anche se l’Inter non è la Juventus e Milano non è Torino. I principali giornali e televisioni, sono stati, con poche eccezioni, addomesticati, ma difficilmente per un intero anno si riuscirà ad evitare che l’ultimo collaboratore del sito SuperMegaInter.com faccia a Conte e Marotta la domanda tanto temuta in sede di presentazione: “Scusate, secondo voi quanti sono gli scudetti della Juventus? Così, per saperlo”. Ci è giunta voce che l’Ordine dei Giornalisti stia preparando una protesta contro la comunicazione dell’Inter, raccogliendo varie testimonianze, ma non crediamo a iniziative di questo genere. Tutti i club, tutti i partiti, tutte le aziende, provano a scegliersi i ‘loro’ giornalisti di fiducia. Sta a quelli non di fiducia farsi rispettare, le armi non mancano. 

La quarta considerazione è una notizia non nostra, ma di un amico molto dentro alle cose. Gli Zhang hanno osservato che con le cifre che girano oggi nel mondo la sponsorizzazione Pirelli viaggia ormai su cifre modestissime: 19 milioni la cifra arrivata nel 2019 dall’azienda che sponsorizza l’Inter dall’inizio della presidenza Moratti. Il contratto scade nel 2021, non ne conosciamo le clausole di uscita ma gli Zhang sanno bene a cosa puntare: 50 milioni l’anno, fra fisso e variabile, per diventare main sponsor dell’Inter.

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