Juventus, più antipatica che negli anni Settanta?

7 Maggio 2015 di Stefano Olivari

In occasione di Juventus-Real Madrid le discussioni sul Muro del Calcio ci hanno fatto pensare che almeno su Indiscreto sia possibile parlare laicamente del tifo contro, cioè della vera fortuna del calcio. Mediocre spettacolo e sport dove non sempre vince il più meritevole, a prescindere da discorsi arbitrali, ma che appassiona ogni volta che speriamo nella vittoria o nella sconfitta di una delle due squadre in campo. Discorso che vale a maggior maggior ragione quando la squadra ha un largo numero di simpatizzanti, guarda caso sempre proporzionale agli antipatizzanti. Stupisce quindi che il tifo contro, ben noto a chi per mestiere guarda i dati Auditel, sia un argomento quasi tabù nei talk show giornalistici  o giù di lì, nemmeno affiorante dietro a penosi discorsi sulle squadre italiane (con quanti italiani decisivi?) per cui fare sempre il tifo. Veniamo al punto: perché quasi tutti, soprattutto gli juventini (che quindi hanno scoperto i sottili piaceri del vittimismo), abbiamo la sensazione che la Juventus di oggi abbia più antipatizzanti della Juventus anni Settanta? Sensazione suffragata dai numeri, perché se dai sondaggi (anche da quelli ben fatti di cui si serve la Lega per la ripartizione di parte dei diritti tivù) emerge che le proporzioni fa tifoserie sono rimaste simili (Juventus circa il 27% di chi è interessato al calcio, Inter 16,5, Milan 16, eccetera) gli ascolti televisivi paragonati a situazioni analoghe in Champions (l’Inter di Mourinho, il Milan di Ancelotti) dimostrano che questa Juventus ‘interessa’ di più. E visto che non sono aumentati i suoi tifosi… Stiamo confrontando due squadre con la stessa proprietà e lo stesso rango, dominanti in Italia e con buonissimi risultati in Europa, con una presenza significativa nella Nazionale. Insomma, epoche diverse ma importanza relativa più o meno uguale. La domanda non è tendenziosa, perché non abbiamo la risposta. Anzi, personalmente trovavamo più detestabile la FIAT italocentrica e invasiva degli anni Settanta di quella in fuga all’estero di oggi, al di là dei singoli volti (quello di Andrea Agnelli è uno spot per il marxismo). Senza contare che in un calcio autarchico chi aveva i giocatori della Nazionale non poteva in alcun modo essere raggiunto, se non per demeriti propri (ci vengono in mente lo scudetto milanista della stella e quello interista dell’anno dopo). Fossimo intellettuali di sinistra ce la prenderemmo con i social network e il web, siccome siamo muratori (purtroppo non liberi) di destra azzardiamo una spiegazione: la Juventus è la squadra in cui il tifo pro è mediamente più leggero, mentre i sostenitori di altre squadre sono meno numerosi ma mediamente più motivati e commercialmente più importanti.

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