Insolo, Gary Kemp senza gli Spandau Ballet

18 Luglio 2021 di Stefano Olivari

Puoi fare il disco più bello del mondo, ma se sei stato protagonista e autore di tutti i successi degli Spandau Ballet qualsiasi risultato sarà inevitabilmente inferiore. È il caso di Gary Kemp, storico chitarrista e mente del gruppo New Romantic (ma Journeys to glory e Diamond sono capolavori New Wave) per eccellenza, del quale due giorni fa è uscito Insolo, il primo album da solista a 26 anni dal precedente e dopo un periodo interminabile, forse non ancora terminato, di operazioni revival con o senza Spandau, con o senza Tony Hadley, con o senza distacco da un’epoca irripetibile in cui dietro a gruppi stupidamente catalogati come boy band c’era una sostanza musicale enorme.

Diciamo subito che Insolo, che stiamo ascoltando in loop ma senza l’orecchio critico del fan degli Spandau quali siamo (fu loro il primo concerto visto tal vivo, nel 1981, nell’allora Odissea 2001, circa un centinaio di metri dalla nostra cameretta), è un buon disco ma non c’entra assolutamente niente con il mondo dei ragazzi di Through the barricades. E nemmeno c’entra con la vita musicale più recente di Kemp, impegnato nei Saurceful of Secrets insieme a Nick Mason, nella sostanza rivisitando (e nemmeno tanto) il repertorio dei primi Pink Floyd, era Syd Barrett e poco oltre.

Insolo, a parte qualche eccezione come Ahead of the game che è puro pop, non è un disco di revival ma è di sicuro un disco che guarda al passato. Precisamente al progressive anni Settanta, unito a parti jazzate e a quel rock stereotipato da radio FM che fa venir voglia di ascoltare l’opera omnia di Sandy Marton o Rocco Hunt. Non sarebbe stato più onesto proporre un nuovo disco degli Spandau Ballet, o per lo meno à la Spandau Ballet? A favore di Insolo si può dire che è un disco in cui si sentono gli strumenti, a partire da qualche schitarrata anniottantesca di Kemp,  e in cui qualche melodia stile Alan Parsons ci riporta nel pianeta della musica: centrate, in chiave nostalgica, Insolo e Waiting for the band. Da ascoltare aspettando la reunion degli Spandau Ballet: se nostalgia deve essere, che lo sia fino in fondo..

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