Indegna conclusione

30 Luglio 2010 di Stefano Olivari

di Stefano Olivari
L’impazzimento dei commenti, che nella colonna dei più recenti si sono fermati per qualche giorno al 20 aprile nonostante nei singoli post da quella data ne siano stati scritti migliaia, per una volta non è dipeso dalla nostra incompetenza: così come prima tutto era rotto adesso quasi tutto funziona, il web rimane un mondo oscuro. Questo miserabile incidente è comunque stato la indegna conclusione di una stagione che invece è stata esaltante sotto molti aspetti. Una libertà di espressione impensabile nel giornalismo ‘serio’, un rapporto con i lettori inimmaginabile anche per i blogger più fortunati, un entusiasmo che è venuto meno solo a causa della ripetitività dei temi e del nostro modo di trattarli.
Una stagione durata la bellezza di dieci anni, tanti sono quelli di Indiscreto nelle sue varie forme, ma che è arrivata al capolinea proprio nel momento di suo massimo successo: 20mila e passa lettori diversi e certificati dal mitico Google Analytics sarebbero un sogno per quasi tutti i quotidiani che vivono di assistenzialismo, con la differenza che loro vivono di truffe ai danni dello Stato mentre noi viviamo di giornalismo e di editoria ‘veri’ praticamente da 25 anni. Nessun dentista esegue un’otturazione per hobby, nessun falegname costruisce un tavolo per hobby, nessun impiegato regala otto ore al giorno della sua vita per hobby. Non riusciamo quindi a concepire nemmeno la figura del giornalista che scrive per hobby, anche se la realtà del web è sempre stata questa mentre quella dei giornali lo è diventata.
Dove vogliamo arrivare? A dire che dopo la pausa estiva Indiscreto tornerà ad essere un blog personale e tuttologico, di tipo giornalistico ma solo perchè abbiamo la sfortuna di vivere in questo mondo e non certo perchè ci siano dietro chissà quali progetti web. Anzi, dei discorsi del genere ‘da cosa nasce cosa’ ci siamo proprio stancati, anche quando i teorici imprenditori saremmo noi. Indiscreto sarà anche il marchio della nostra casa editrice, insieme agli articoli che dobbiamo scrivere per lavoro il vero motivo per cui lasciamo in parte perdere il grande auto-inganno del web. Sono praticamente pronte le prime due opere, a cui anche nelle settimane di teorica vacanza dedicheremo l’anima, molte altre (speriamo) seguiranno.
Non siamo morti, perchè Indiscreto continuerà a esistere nella forma attuale (probabile che chi non avrà letto questo post nemmeno si accorga della differenza) e ad ospitare alcuni interventi importanti, abbiamo solo girato pagina. Ci saranno più articoli ‘lunghi’, di quelli fuori mercato, ma più che altro cercheremo di sorprendere e di non essere pesanti come spesso siamo stati negli ultimi tempi. Il nemico da battere è l’opinionismo, che qualcuno considera l’upgrade del cronista ma che sul piano culturale è invece una truffa. Buona per un mondo virtuale di giornalisti che si leggono fra di loro ma lontana dal nostro sentire (poi a pagamento diamo pareri anche sull’odontoiatria o sul riscaldamento globale, figuriamoci che problema sarebbe continuare a farlo su Balotelli e Lippi), visto che vorremmo raccontare storie e non tromboneggiare. Fine dell’autocritica, magari fra qualche giorno l’avremo cancellata dalla mente. Quindi nessun bilancio o artificio retorico, solo un arrivederci a presto. E buone vacanze, per chi riesce a farle con la testa libera o anche solo a farle.  
Stefano Olivari
stefanolivari@gmail.com

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