Il procuratore di Insigne

7 Gennaio 2022 di Stefano Olivari

Lorenzo Insigne è stato fra i migliori in campo in Juventus-Napoli, nonostante o forse proprio perché nel mirino di chi pensa che Aurelio De Laurentiis sia un genio e non un Pozzo con a disposizione un ambiente più mediatizzato di Udine. Come tutti sanno, dopo il mancato prolungamento del contratto in scadenza con il Napoli, sembra sul punto di firmare un contratto da minimo quattro stagioni con il Toronto FC, per un netto di almeno il doppio di quanto ora percepisce al Napoli.

Ma al di là del dispiacere per i motivi più volte da noi espressi (essere napoletano è un valore, ovviamente solo al Napoli, come lo è essere romano alla Roma, torinese al Torino, eccetera), in un mondo in cui tutti gli addetti ai lavori sono bravissimi, fighissimi, bene introdotti, ci permettiamo di porre una domanda: ma che razza di procuratore ha Insigne? Uno penserebbe che uno degli attaccanti titolari dell’Italia campione d’Europa abbia Raiola (fra l’altro davvero fino a qualche tempo fa era il suo agente), Mendes, Pastorello, eccetera, invece a curare gli interessi di Insigne è Vincenzo Pisacane.

Che come secondo giocatore più importante ha Danilo D’Ambrosio, mentre già il terzo (colpa nostra, beninteso) non l’abbiamo mai sentito nominare. Visto che stiamo parlando di soldi e di un giocatore in piena efficienza, come è possibile che non si sia trovato un contratto migliore di quello del Napoli in una media squadra di Premier League, di quelle piene di cessi dal doppio cognome buoni per lo storytelling? L’impressione è che una normale trattativa si sia trasformata in assurda questione di principio per tutte le parti in causa, con il risultato che un campione di trent’anni andrà a seppellirsi nella MLS.

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