Il famoso allenatore da Milan

3 Maggio 2010 di Libeccio

di Libeccio
La breve stagione di Leonardo,  la riconoscenza dei tifosi, l’obbligo di Galli e il futuro senza scenari.
1. Con il materiale a disposizione Leonardo al Milan ha fatto bene, considerando che ha portato a casa lo stesso risultato di Ancelotti che aveva un Kakà in più (e un anno d’età in meno degli altri). Eppure Leonardo se ne andrà a fine stagione, per varie ragioni compresa una “incompatibilità caratteriale” con Berlusconi. La famiglia Berlusconi è sempre meno interessata al Milan, che non è più considerato un asset strategico come quando il Cavaliere iniziò la sua avventura politica e aveva bisogno di costruire il consenso in ogni modo. Il mandato dato al management è evidente: spendere poco per la gestione corrente e ottimizzare i conti per la vendita appena possibile. Il Milan allo stato attuale vale sul mercato una cifra compresa tra 600 e 800 milioni di euro e se qualcuno li porta sull’unghia (in questi tempi oltremodo grami) gli fanno anche una confezione regalo lussuosa. La cifra può risultare altissima anche per chi è ricchissimo. Chi, fra i ricchissimi italiani, è interessato ad aumentare la propria visibilità attraverso il calcio? A occhio nessuno.
2. A questo punto, il disagio e lo sconforto serpeggia sempre di più tra i tifosi del Milan, anche vedendo quello che accade dall’altra parte. Su Facebook, per quello che valgono iniziative di questo genere, è nato un gruppo che chiede a gran voce che Silvio Berlusconi si faccia da parte dalla guida del Milan. L’obiettivo del gruppo è quello di costringere il Presidente del Milan a uscire dalla proprietà in modo che il Milan interrompa la serie di rovesci calcistici che lo hanno portato ad essere negli ultimi anni “la squadra più ridicola d’Europa (almeno a confronto delle altre di pari importanza)“. Questo gruppo di tifosi su Facebook se la prende anche con “il mercato al risparmio, il continuo ricorso ai parametri zero ultratrentenni e gente che sta per appendere le scarpe al chiodo”, tutti fattori che hanno portato a “questo Milan che di glorioso non ha più nulla”. Amara l’analisi finale: “Il Milan sta tramontando e a Berlusconi non gliene frega più nulla”. La proprietà oppone a questi ragionamenti la dura legge dei numeri, che sono sempre alla base di una buona gestione societaria sia se parliamo di nastri trasportatori di valigie che di società di calcio. Abbiamo da obiettare che i nastri trasportatori non muovono emozioni e sentimenti come il calcio e su questa visione esclusivamente “dirigistica” occorrerebbe interrogarsi. Anche perché l’avvento di Berlusconi nel Milan prescindeva del tutto dagli aspetti di conto economico e anzi in quegli anni si parlò fino alla noia di acquisti che drogavano il mercato. I tifosi del Milan prima molto ben abituati, ora faticano a trovare la quadra della nuova situazione che fa passare vecchie glorie per campioni in grado di rilanciare l’immagine e le bacheche del Milan. E’ risaputo che si stanno cercando nuovi capitali freschi da aggiungere a quelli vecchi, mantenendo comunque la parte prevalente della proprietà: si è parlato della Mapei (leader mondiale di chimica e vernici) e anche della Fly Emirates. Fino ad ora però di vero ci sono solo le sconfitte del Milan e la mesta uscita di scena dalle ultime competizioni nazionali ed internazionali. Ci risulta che la Finvest stia analizzando con molta attenzione gli ultimi due bilanci del Milan, anche se non sappiamo a cosa questa situazione possa portare (magari a niente, come al solito). Di sicuro per Galliani non sono buoni segnali. Come è altrettanto sicuro che la memoria storica arriva fino a una settimana fa: nel 2007, non nel 1977, veniva alzata la Champions League. Un ciclo di ricostruzione, quando si è vinto, si può anche sopportare.
3. Anche la scelta di Filippo Galli (Allegri la vera alternativa) non convince i supporter più affezionati del Diavolo. Già la soluzione interna Leonardo è risultata alla fine non vincente (nel senso che non ha posto le basi di alcuna rifondazione), tanto da rendere obbligato il cambio di direzione tecnica. Riuscirà il triste e poco incline alle relazioni Filippo Galli dove ha fallito il talentuoso ed estroverso Leonardo? I tifosi del Milan hanno molte perplessità e avrebbero preferito un allenatore scelto tra i principali top della attuale classifica europea (Mourinho, Mancini, Benitez, Spalletti, Ancelotti, Guardiola, Hiddink, Van Gaal, Ferguson, Wenger) per risalire rapidamente le posizioni e tornare al più presto competitivi. Un allenatore navigato e bravo si traduce almeno in una decina di punti in più di quelli ottenuti senza e allora fatevi due conti di cosa sarebbe successo al Milan quest’anno con un Mourinho o un Mancini in panchina. Due sono però le ragioni principali che obbligano alla scelta Filippo Galli: il fatto che non ci sono molti soldi da spendere per la panchina e poi il fatto che un allenatore più malleabile e di minore personalità consente gli sconfinamenti sulla gestione della squadra che tanto piacciono a Silvio Berlusconi e che Leonardo di fatto ha sempre impedito pur nel rispetto della figura del Presidente (la fine del rapporto con Leonardo è più conseguenza di questo aspetto). In mezzo c’è Galliani, con il suo bilancio in rosso nonostante la vendita di Kakà e l’acquisto di nessuno.
4. Ma chi può avere la possibilità di rilevare il Milan oggi, ammesso che Berlusconi intenda veramente farsi da parte? Crediamo nessuno, al di là delle leggende metropolitane, di imprenditori fedeli che però non hanno la cilindrata da Milan e di nomi orecchiati a qualche tavolo di presunti bene informati. Crediamo che alla fine il tifoso del Milan non si possa lamentare di quanto ha fatto Berlusconi in tutti questi anni. Siamo ancora nel tempo utile per lasciarsi senza rancori. E magari Filippo Galli costruirà un nuovo Barcellona, anche se è impossibile che lo faccia in tre mesi.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

Share this article