Il cambio di passo di Borchin

16 Agosto 2008 di Stefano Olivari

Se vinciamo noi è un’impresa, se vincono gli altri sono dopati. L’ultimo, in ordine cronologico, della lista è l’oro di Atene Ivano Brugnetti che dopo il quinto posto (ottima gara ma a dieci secondi dal record personale, per dirla in telegiornalese, ‘deludente quinto posto’) nella venti chilometri di marcia ha espresso la sua delusioni attraverso sospetti degni di quelli di Magnini (e non solo di Magnini, per la verità) sulle braccia di Alain Bernard: ”Non so come sia riuscito il russo a fare quegli strappi”. Per la verità Borchin non è uno sconosciuto (argento negli ultimi Europei) e fino al sedicesimo chilometro era lì con l’italiano: poi ha cambiato passo, ma fino a prova (antidoping) contraria non è una colpa come il marciare male di Tallent e Wang Hao. Imbarazzanti i replay dei momenti senza alcun appoggio a terra, vietati dalla IAAF nelle sue manifestazioni.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it

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