Gli ultimi trentanove anni di Bernadette Adams

7 Settembre 2021 di Stefano Olivari

La lunga morte di Jean-Pierre Adams è stata tremenda, per lui e soprattutto per la moglie Bernadette che lo ha curato durante i 39 anni di coma seguiti ad un’anestesia sbagliata, per pura incapacità, effettuata per un’operazione al ginocchio dell’ex partner difensivo di Marius Tresor nella nazionale francese anni Settanta (la Garde Noire, secondo la definizione dell’allora ct Stefan Kovacs, proprio l’ex Ajax). Primo nazionale francese nato in Africa, anche se la sua cultura era europea, uno dei primi esempi insieme alla moglie (lui nero, lei bianca, eravamo negli anni Settanta) di coppia da copertina al di fuori del calcio, soprattutto ai tempi del PSG. Adams non lo abbiamo mai vissuto in diretta, ma soprattutto attraverso le mille partite di beneficenza che Platini e tanti altri giocavano per lui e che ogni volta ci spingevano a chiederci “Ma chi è stato Adams?”. Potendo scegliere, davanti a 39 anni di coma quasi chiunque chiederebbe di morire. Ma per i vivi ogni risposta è sbagliata, non si può giudicare né tanto meno regolare questa materia per legge.

2. Da Varese l’amico Paolo ci segnala che ieri alle verso le sei del pomeriggio allo stadio Ossola c’erano cinque camion della produzione, più calciatori dilettanti e comparse, per girare alcune scene di gioco di Impero, nuova serie tv di Sky incentrata appunto sul calcio ed in particolare sul mondo dei procuratori e dei direttori sportivi. Essendo Luca Barbareschi (fra l’altro nostro datore di lavoro, nei sottovalutati anni Novanta) il produttore, ci aspettiamo che nella trama si osi un po’, almeno ai livelli di Ho sposato un calciatore.

3. È ovvio che la UEFA di Ceferin, aggrappata macchina da soldi della Champions League, osteggi l’idea, ma il solo fatto che si parli di Mondiale biennale, peraltro vecchia idea anche di Blatter, è significativo. I due partiti che si fronteggiano, entrambi sostenuti da fondi e finanziatori di vario tipo: da una parte Infantino-Superlega Perez-Agnelli-pezzentame vario aggrappato alle nazionali, dall’altra Ceferin-arabi-classe media europea. In mezzo i grandi club che vilmente non si vogliono esporre.

4. La bolla del calcio cinese si sta sgonfiando, non tanto per colpa del calcio che è seguitissimo ed ha anche ridimensionato gli ingaggi rispetto all’epoca Pellé, al di là del fatto che tante vecchie pendenze non siano state saldate (certo, si può fare causa presso un tribunale cinese…), ma per il crollo delle attività principali dei suoi padroni. Un’altra mazzata per Suning, il cui Jiangsu è scomparso dalla sera alla mattina (in senso letterale) dopo la vittoria in campionato, potrebbe arrivare dal fallimento Evergrande. Il Sole 24 Ore parla di 2 miliardi di crediti impossibili da riscuotere. Quante volte, guardando i fatturati, abbiamo scritto che l’Inter valeva al massimo l’1% di tutto il mondo Zhang? Troppe. Adesso vale molto di più, visto che il resto sta crollando.

5. Non ci piace copiare, nemmeno da noi stessi, quindi invitiamo a leggere i due conti sul caro biglietti che abbiamo fatto per il Guerin Sportivo. In termini reali i biglietti per le gradinate (i nostri ‘popolari’) di Milan-Real Madrid semifinale di Coppa dei Campioni 1989, con le loro 16.000 lire costavano un decimo del secondo anello rosso della Champions di questa stagione. Con diritti televisivi nemmeno paragonabili, al di là del facile confronto fra Van Basten (per non dire del resto) e Giroud. Il modello Premier League è anche parziale sostituzione di classi sociali.

6. Ribery alla Salernitana è il colpo più emozionante del mercato 2021. Siamo a livelli di Shawn Kemp a Montegranaro o di Artest a Cantù, ma il francese non sembra ancora un ex e vederlo ci incuriosisce molto. Anche se Sarri non lo ha voluto nemmeno dipinto e così Lotito ha dovuto dirottarlo sulla sua seconda squadra.

7. Dal nostro bar di via Novara, entrato nel mirino di un fondo qatariota che vuole esercitare anche sulla trumpiana periferia ovest di Milano il suo soft power, ci dicono che il maestro Budrieri sia rimasto molto scosso per la morte di Jean Paul Belmondo e non è difficile capire perché, visto che un uomo che è stato con Ursula Andress e Laura Antonelli non poteva avere che Budrieri come rivale naturale. Li univa però la grande passione per la boxe, il francese più da tifoso e l’orgoglio dell’ATM più da praticante, e negli ultimi anni tanti contrasti, anche politici (Belmondo, così come Delon, di destra, Budrieri socialista) erano stati appianati.

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