Giovinco deve stare largo

18 Agosto 2008 di Stefano Olivari

In questi Giochi mancava ancora la polemica sui calciatori strapagati e viziati, che da quando l’Italia porta i professionisti (quindi da Los Angeles 1984) è un must giornalistico. Per una volta non dipendente da invenzioni, ma dalla giustificata invidia dei campioni di altri sport nei confronti di ragazzi che hanno la colpa di avere scelto lo sport giusto. Che non significa migliore dal punto di vista dell’etica e di altre cose che contano come o più dei soldi, ma di di sicuro più ricco. Come avrete già letto, tutto è nato sabato notte all’aeroporto di Pechino, con le fiorettiste italiane che durante il check-in si sono accorte di avere biglietti di classe economica, mentre Giovinco e compagni erano sistemati in prima classe. Non l’hanno presa bene, le ragazze, e non certo perché volevano stare più larghe. Senza fare demagogia l’unica domanda da fare è: i biglietti li paga il CONI o le singole federazioni? Nel primo caso la disparità di trattamento è uno scandalo, nel secondo solo un episodio di ordinaria tamarraggine perché ognuno spende i suoi soldi come vuole. Sembra che i biglietti siano stati acquistati dalle singole federazioni. Sembra. Il peggio è stato comunque che la Vezzali si sia dovuta scusare, sul suo sito, per avere osato dubitare.

Stefan Olivari
stefano@indiscreto.it

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