Gaucci nell’era del TMS

5 Ottobre 2010 di Libeccio

di Libeccio
La legge per far rispettare le leggi, l’Inter interlocutoria, l’atteggiamento di Krasic, il vortice rossonero, il rientro di un grande italiano, i rischi del doping e i finti provinciali.

1.  Dal primo ottobre 2010 tutti i trasferimenti di calciatori a livello internazionale potranno essere effettuati esclusivamente tramite un sistema elettronico, battezzato ‘Transfer Matching System’ (TMS) e controllato dalla Fifa che allo scopo ha anche costituito una società ad hoc. Obbiettivi dell’introduzione del TMS: la lotta contro il riciclaggio di danaro sporco, i pagamenti in nero, i trasferimenti abusivi di minorenni (soprattutto dalle aree del terzo mondo) e i cambi di club fuori dai periodi consentiti. Per ogni trasferimento le due società dovranno inserire nel portale una trentina di dati. Informazioni sul giocatore, sui due club, sui pagamenti (importo, modalità, scadenza, numeri di conti bancari), importi versati alle società che hanno cresciuto il giocatore o ancora dati sugli intermediari (procuratori) e importo delle loro commissioni. I club dovranno fornire anche vari documenti. La Fifa controllerà che le informazioni date dalle due società combacino, prima di dare il nulla osta obbligatorio. In caso di dubbi, il transfer verrà negato. Inoltre nel caso alcune operazioni sembrassero sospette dal punto di vista legale, saranno subito informate le autorità giudiziarie competenti dei paesi in questione. Dal primo ottobre quindi, 206 federazioni e 3500 club dovranno utilizzare questo sistema per il calciomercato internazionale. In realtà non servivano nuove regole, ma la semplice applicazione di quelle vigenti. Che già abbondantemente vietano il riciclaggio, la modifica dell’età e della nazionalità dei calciatori, i pagamenti in nero o fraudolenti, eccetera. Anche questa decisione dunque ci sembra pura aria fritta, tranne gli introiti immaginati per la Società TMS e la pletora di cariche e appetiti che di sicuro smuoverà (un rappresentante per ogni federazione?).
2. Il Derby d’Italia si chiude con tanto fair play (da applausi) e uno striminzito zero a zero nonostante la partita sia stata di discreta qualità, con l’Inter che ha fatto appena meglio ma poi è mancata nell’affondo decisivo (almeno una clamorosa occasione gettata al vento dall’ombra di Milito). Cinica e sfrontata nell’epoca di Special One, l’Inter resta pur sempre una squadra temibile con Benitez, ma è già come se stesse cambiando pelle nel senso di assimilare quella del nuovo allenatore notoriamente mite e per nulla aggressivo o provocatorio. I critici dell’Inter fanno intanto notare che quello di quest’anno sarebbe il peggior inizio di stagione dell’Inter dal lontano 2005 e secondo larga parte della stampa anche la presa di Benitez sul gruppo dopo i casi Chivu, Mountari e Maicon sembra ancora scarsa tanto da far accendere un razzo segnalatore nei piani alti della società. Qualcuno starebbe già stilando liste di proscrizione dei cattivi. Gossip a parte, secondo noi l’attuale andamento dell’Inter è nella pura normalità, nel senso che una squadra che ha vinto tutto ha bisogno di tempo per assimilare e fondersi con le esigenze del nuovo tecnico. Infine diciamola tutta, anche i suoi dirigenti pensano che se anche quest’anno l’Inter dovesse rientrare nella normalità di una stagione interlocutoria non sarebbe uno scandalo: i giocatori sono stati prontissimi a recepire questo messaggio, non di smobilitazione ma di ammorbidimento (per motivi anche diversi dalla Champions alzata) senz’altro.
3. Buona la Juve che ha mostrato segni di ripresa notevoli e ha messo in mostra un Krasic che può veramente far sognare i tifosi soprattutto per l’atteggiamento da campione, prima ancora che per il rendimento (comunque ottimo, più nel primo tempo contro Chivu che nel secondo contro Santon). Le squadre importanti si costruiscono intorno ai giocatori importanti e Krasic sembra esserlo. In mezzo a tanti giocatori medi strapagati c’è un campione pagato il giusto. 
4. Solite grida di giubilo, causate dai consueti meccanismi, per la scontata vittoria del Milan a Parma (abbiamo sentito scrivere e parlare di spettacolare attacco vortice…) con le sirene della stampa italica a magnificare le doti di Pirlo & Co. (per inciso, noi come Luciano Moggi crediamo che sarà proprio il Milan a vincere il campionato).  Altro tema forte, nella settimana cloroformizzata dalle nazionali, quello della Lazio con l’immancabile domanda presente su tutti e 83 i quotidiani nazionali stamani: fin dove può arrivare? A un campionato dignitoso, che vuol dire Europa League. 
5. Secondo indiscrezioni che circolano da tempo, il vulcanico Luciano Gaucci starebbe studiando una clamorosa rentrée nel calcio che conta. Il direttore di Indiscreto sostiene che stia trattando il Torino con il contestatissimo Cairo e seguendo la situazione del Bologna (anche se dicono che dietro a Porcedda potrebbe puntare Spinelli), essendo finanziariamente e politicamente impossibile acquistare l’amata Roma. Vedremo, l’impressione è che stia bene nel ruolo di ricco pensionato. Ma al di là di questo, non era inseguito da vari mandati di comparizione e implicato in varie vicende non proprio edificanti ancora tutte da chiarire? Narrano le cronache che l’ultimo recente incidente lo ha visto asserragliato nel suo appartamento di Roma, con la polizia che dopo 4 ore di assedio notturno ha minacciato di abbattere la porta con un’ascia costringendolo infine ad aprire. L’ipotesi di reato, per la quale era stata disposta la perquisizione, consisteva in un’accusa di truffa per 600 mila euro che l’eclettico Luciano avrebbe “distratto” dalla contabilità di una società di pulizie sotto forma di consulenza pro domo sua per poi farli rientrare in nero alla suddetta ottenendone una percentuale. Il sopracitato TMS di Blatter cosa direbbe in proposito?
6. Per Contador galeotta è stata una bistecca di manzo, come per molti altri era stata una crema da barba a contenere sostanze proibite o uno sciroppo per la tosse, o una crema da sole, fino alla fantastica motivazione hot di Belen e Borriello. Parlando di doping si rischia di volare molto alto o molto basso, la costante è che quasi nessuno ammette la propria colpevolezza se non per avere uno sconto di pena. E in ogni caso questi cosiddetti ‘pentiti’ rivelano ben poco, sapendo che alla peggio rientreranno nel giro dopo un paio d’anni di purgatorio. Per i calciatori ovviamente gli anni sono mesi, possibilmente estivi.
7. Gli interi bilanci di Brescia, Cesena e Chievo valgono circa quanto una sola grande operazione di mercato di squadre come Inter, Juve e Milan. Sarà una considerazione demagogica, ma è anche un complimento per chi grazie alla propria competenza riesce a sopravvivere in un mondo di giganti. Come se un peso welter combattesse sempre con un massimo, magari perdendo ma di sicuro con onore. Per questo non ci piace quando un grande club con grande budget (la Juventus?) gioca a fare la parte della provinciale, sbandierando una finta umiltà che poi in italiano si traduce in ‘mettere le mani avanti’. E’ un’offesa per chi provinciale lo è davvero e non per scelta.
Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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