Francia

10 Giugno 2010 di Stefano Olivari

Secondo uno dei dogmi del giornalismo non sarebbe possibile vincere un Mondiale avendo in panchina un commissario tecnico con le valigie pronte, più o meno ufficialmente. Eppure negli ultimi cinque casi (Beckenbauer 1990, Parreira 1994, Jacquet 1998, Scolari 2002 e Lippi 2006) è andata esattamente così, con i giocatori che sapevano di essere guidati da un tecnico in partenza. Per questo le campane a morto per la Francia di Domenech non convincono, al netto dell’antipatia per il modo in cui la qualificazione è arrivata.
Il girone A è rognoso, la generazione d’oro è finita (unico superstite Henry, ormai riserva nel Barcellona, più Anelka e Gallas che al Mondiale 1998 però non c’erano), gli ex giovani fenomeni (Benzema, Nasri) sono stati lasciati a casa, tutto vero. Però l’undici titolare è di valore assoluto e le idee tattiche sono chiarissime: difesa a quattro con Toulalan e il Diarra del Bordeaux a proteggerla, prima punta Anelka con dietro, partendo da destra, Ribery, Gourcuff e un terzo trequartista che secondo noi alla fine sarà Malouda più di Henry. Nelle ultime tristi amichevoli è stato anche provato uno schieramento più offensivo senza Diarra e Henry, con Malouda sulla mediana e Govou in attacco. Qualificandosi come prima del girone la squadra di Domenech avrebbe un ottavo contro Grecia o Nigeria ed un quarto possibile contro l’Inghilterra, oltre ad una semifinale da sogno con il Brasile: pure congetture, visto che qualificandosi come seconda si finirebbe nell’altra parte di tabellone e che potenzialmente questa squadra può battere chiunque. Di sicuro il passagio agli ottavi a 1,49 è regalato.
stefanolivari@gmail.com

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