Fortuna olandese

14 Giugno 2008 di Stefano Olivari

Nella sua storia l’Olanda mai è stata famosa per la fortuna, non solo per le due finali mondiali giocate contro la squadra di casa: basti pensare alle grandi occasioni sfumate ai rigori, dalla semifinale mondiale 1998 con il Brasile a quella europea 2000 contro l’Italia delle barricate e di un Toldo che con quella partita ha garantito un futuro agiato a sette generazioni di Toldo. Ma in questo Europeo le sta girando tutto bene, in controtendenza rispetto ad un girone di qualificazione grigissimo soprattutto in attacco. Esagerato il tre a zero contro l’Italia (come ha notato anche Capello, con cinque tiri in porta contro i nostri dieci), per il gioco espresso assurdo il quattro a uno ad una Francia salita di colpi rispetto all’esordio grazie ad un Ribery finalmente nel vivo del gioco. Govou e Malouda hanno avuto un’ora di buone inziative, i due mazzolatori di centrocampo (ormai un must) hanno fatto il loro, la difesa di Domenech non ha commesso errori di posizione ma era troppo morbida, mentre Coupet in almeno due occasioni ha avuto un atteggiamento tecnico irritante. Avesse riguardato l’Italia staremmo a parlare della parata di Ooijer per una settimana, adesso ci rimangono solo i complimenti all’Olanda (rispetto a lunedì sono calati solo Van Bronkhorst e Sneijder) e calcoli ai confini della realtà.

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