Il fantasma di Lippi e il sogno di Conte part time

6 Luglio 2016 di Stefano Olivari

Ci volevano i cosiddetti (ma da chi?) saggi della Corte Federale per stabilire che non sia una bella cosa che la carica di direttore tecnico della FIGC vada insieme all’avere un un figlio importante procuratore di giocatori. Il buon senso e la decenza evidentemente non erano sufficienti. Marcello Lippi si era dimesso prima ancora di essere nominato, quindi tutta la figuraccia è del presidente federale Tavecchio, che dopo la positiva operazione Conte si ritrova adesso con un c.t. della nazionale scelto da un direttore tecnico che non è mai stato direttore tecnico. Insomma, un fantasma di 68 anni che ha consigliato l’ingaggio di un suo amico e coetaneo, per inseguire la quinta stella con Immobile e Cerci. La cosa fantastica è il bisogno improvviso della FIGC di avere questo direttore tecnico forte, al punto che a parte Sacchi e qualche altro pensionato si stanno prendendo in considerazione personaggi senza nemmeno un decimo del curriculum di Lippi. Tutti poi a fare le vergini offese, come se la sola ipotesi di conflitto di interessi fosse assurda, quando si sa che una semplice convocazione a un stage dell’Under 19 (non diciamo quindi titolare della Nazionale maggiore ai Mondiali) può raddoppiare il valore di mercato di un giocatore. Ed infatti in passato sono stati accompagnati alla porta allenatori che in questo senso esageravano. Come se ne esce? Amici federali di Indiscreto riferiscono che Ventura è stato sì annunciato ufficialmente, con presentazione prevista fra due settimane, ma che in realtà la FIGC dal contratto potrebbe uscire con pochi danni (qualcuno asserisce che nemmeno sia stato firmato, ma sarebbe davvero troppo grossa), puntando su un allenatore con un’immagine diversa o addirittura su un Conte part time, vero sogno di Tavecchio e forse anche di Conte.

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