Eppur si muove

8 Marzo 2011 di Stefano Olivari

di Valmore Fornaroli
Piccola storia di uno scandalo nell’hockey su ghiaccio italiano, già scandaloso nella sua dirigenza e modesto nelle prospettive. Con una federazione a suo modo geniale, capace di trasformare un portiere in un giocatore di movimento…
Ho cercato di spiegare ad un amico a digiuno di hockey italiano cosa sia successo nel giro di due giorni nella federazione per un ricorso di una partita di A2. Ecco la storia. Mancano due ore all’inizio di gara 3 della serie di Semifinale del Campionato di Serie A2 di hockey su ghiaccio tra HC Gherdeina e HC Milano Rossoblu, al momento la serie è sull’1-1 frutto della vittoria del Gardena in casa per 3-0 e vittoria milanese per 4-2. La serie avrebbe però potuto avere un risultato diverso se le cose fossero andate come dettato dalle normative federali per la stagione 2010/2011. La ricostruzione di tutto ciò che ha portato alla situazione che ha messo in fibrillazione il mondo hockeystico nazionale richiede una certa pedante linearità nel riferire e qualche ulteriore spiegazione per chi non conosce il mondo dell’hockey o più ampiamente gli sport sul ghiaccio.
Premessa etica. Io sono tifoso del Milano da sempre, nel corso degli anni ho avuto occasione di frequentare l’ambiente come semplice tifoso e come “produttore di informazione”. Da tifoso mi son sempre rifiutato di credere che esistesse un piano per penalizzare il Milano, nel corso degli anni ho capito che invece esiste solo un modus operandi spontaneo in cui si cerca di salvaguardare i propri privilegi: da quelli della squadra a quelli del funzionario passando per quelli di chi raccoglie anche solo le briciole, siano essi biglietti gratis o una menzione qualsiasi sul sito della società. Il fatto che il movimento hockeystico sia nato a Milano e che a Milano vi sia la sede della Federazione poco conta, nel corso degli anni il baricentro si è spostato in Sud Tirolo in particolare e nella zona nord-est del paese in generale. Il controllo è stato poi garantito con norme che rendono praticamente impossibile far uscire da questa zona il potere, attraverso un uso molto politico della polidisciplinarità della federazione. I birilli, sport assolutamente di nicchia e praticato solo in Sud Tirolo è la chiave di volta di questo sistema che garantisce l’impossibilità di creare un’alternativa.
Se non vi siete addormentati veniamo al caso in questione che fondamentalmente interessa non più di 2 o 3mila persone in tutta Italia e quindi non avrà l’eco di uno scandaletto di serie D nel calcio. Uno scandalo che ha permesso al “sistema” di salvare lo status quo con mezzi a dir poco discutibili e senza tanto rumore, se non quello dei 200 pirla milanesi che tanto risulta nel frastuono mediatico un lieve brusio. La vicenda parte nella primavera 2010 quando le società della A2, riunite nell’ambito della Lega Italiana Hockey Ghiaccio, convengono attraverso un gentlemen agreement di derogare dalla norma federale che stabilisce di poter tesserare sei giocatori di scuola straniera, mettendone quattro in campo compreso un portiere. Le società chiedono al Milano di considerare il portiere Della Bella (scuola svizzera, ma madre italiana) come straniero nonostante per la federazione sia equiparato ad un giocatore di scuola italiana ed abbia difeso la gabbia della porta azzurra. Milano accetta e per tutta la stagione schiera solo 3 giocatori stranieri di movimento relegando in tribuna il quarto.
Nel frattempo prima dell’inizio della stagione la Federazione emana il regolamento per lo svolgimento delle competizioni della stagione. Per quanto riguarda la A2 il vincolo di non poter schierare portieri di scuola straniera rimane (Della Bella per la FISG è italiano). In disaccordo con la politica della Lega (inciso: creata su volontà milanese da parte di Alvise di Canossa che ne ha curato tutti gli aspetti organizzativi e mediatici, per lo sviluppo del movimento cercando una forma di bilanciamento alla politica della Federazione, al momento dell’abbandono di Di Canossa viene presa in mano da Nilo Riva, ingegnere di Alleghe, che è stato presidente della squadra locale, dirigente federale, ruoli che ha abilmente sfruttato per ristrutturare quasi ogni palazzetto e che ha da sempre rappresentato l’ala più “chiusa” del movimento), dicevamo, in disaccordo con la Lega che aveva negato la promozione conquistata sul ghiaccio il Vipiteno si chiama fuori dalla stessa assieme all’EV Bozen che avrebbe dovuto farle da farm team.
Ed eccoci al casus belli. A gennaio il Gherdeina tessera come allenatore dei portieri il 37enne Magnus Eriksson, già Campione d’Italia con i Vipers Milano. L’intento è chiaro a tutti: si aspettano solo i playoff per vedere Eriksson tra i pali nonostante le smentite gardenesi. Secondo quanto comunicato i giorni scorsi dal Gherdeina, la società ladina aveva chiesto lumi alla Federeazione circa la possibilità di tesserare e mettere in pista Eriksson ricevendo positive rassicurazioni. In gara 1 di semifinale, come previsto, in porta del Gherdeina esordisce Eriksson, la partita finisce 3-0 per i padroni di casa e comincia a circolare la voce di una possibile violazione al regolamento. Alla luce delle norme il Milano presenta ricorso contro l’omologazione che la FISG accetta. Siamo al 3 marzo, un giorno prima di gara 2, ad una radio di Bolzano il presidente Prinoth si giustifica affermando che anche il portiere si muove…
Da che parte spiri il vento lo si capisce subito, il 4 marzo giorno di gara 2 è uno dei giorni più intensi nelle stanze di Federazione e Lega. La prima “indicazione” arriva dalla presidenza della Lega che ribadisce: “Tale accordo nella sua completezza fu a suo tempo comunicato e rettificato alla FISG.  Non è chiaro se vi è stata dimenticanza nell’inserimento del regolamento di gioco della FISG, ma vi è sicuramente consapevolezza, conoscenza e accettazione da parte della società di Serie A2 di tale accordo.” Il comunicato ricorda che anche l’EV Bozen ha schierato un portiere straniero, senza però menzionare che la squadra di Bolzano non rientra nell’alveo della lega e che nell’intero campionato ha raccolto un punto rendendo inutile ogni ricorso.
La Lega approfitta della forzata giornata lavorativa per correggere un “baco” statutario che prevedeva lo scioglimento della Lega stessa qualora una delle squadre iscritte alla A1 ed alla A2 non facesse parte della Lega:  “Rettificato e approvato il nuovo statuto della Lega Italiana Hockey su Ghiaccio. Si è tenuta nella giornata di venerdì 4 marzo l’Assemblea della Lega Italiana Hockey Ghiaccio, e alla presenza di ben 14 sodalizi su 16 si è lavorato nel miglior spirito collaborativo possibile. All’ordine del giorno c’era l’approvazione di modifiche sostanziali allo statuto della Lega stessa, modifiche che sono state approvate e che vedono cambiata la forma giuridica della LIHG, che sarà costituita dalle formazioni di Serie A – Lega di Serie A – con l’aggregazione della quasi totalità delle formazioni di Serie A2.”
La doccia fredda arriva a qualche minuto dall’inizio di gara 2, in sede Milano arriva un fax con l’esito del ricorso: negativo. Di seguito il testo completo della decisione del Giudice Sportivo:
“Il Giudice Sportivo – letto il reclamo dd. 03.03.2011 presentato dalla società Hockey Milano Rossoblu con il quale si chiede la ‘non omologazione’ del risultato della gara di campionato serie A2 semifinale disputatosi a Selva di Val Gardeina in data 02.03.2011 tra le squadre dell’H.C. Gherdeina e Hockey Milano Rossoblu conclusosi con il risultato di 3 a 0 a favore della squadra dell’H.C. Gherdeina per violazione di natura regolamentare
tale da influire in modo decisivo sullo svolgimento della manifestazione agonistica; – preso atto della sua tempestività e ritualità; – visto il verbale della Commissione Campionato Senior del 04 marzo 2011 emesso a seguito di richiesta formulata da questo Giudice; – letto da delibera interpretativa del Presidente della FISG n.18 del 04 marzo 2011 dalla quale si desuma che tra i 6 (sei) giocatori di cat. B può essere regolarmente tesserato e schierato anche il portiere; – ritenuto che tale delibera nella gerarchia delle fonti del Diritto Sportivo si trova ad uno stesso livello delle Norme Organizzative Federali Annuali e che pertanto deve ritenersi norma interpretativa a tutti gli effetti a cui questo Giudice deve adeguarsi; – ciò premesso e considerato a scioglimento della riserva disposta con provvedimento di questo Giudice il 04.03.2011 GSP10313 
respinge il reclamo di cui in premesso, dispone la definitiva omologazione del risultato della predetta gara conseguito sul campo e dispone inoltre vista la particolare natura della questione sollevata, la restituzione alla società Hockey Milano Rossoblu della tassa di reclamo di Euro 200.00″
Quello che lascia sconcertati i tifosi di Milano sono alcuni passaggi, in particolare la delibera interpretativa del Presidente della FISG n.18 del 04 marzo 2011 dalla quale si desume che tra i 6 (sei) giocatori di cat. B può essere regolarmente tesserato e schierato anche il portiere. Il fatto che il presidente FISG si scomodi per emettere una delibera interpretativa nella quale statuisce che il portiere deve intendersi uomo di movimento il giorno successivo alla presentazione di un ricorso lascia basiti e crea la curiosità di sapere cosa rappresenti la categoria “giocatore non di movimento”. Resta la sensazione di essere vittima di una grossa presa in giro avallata anche dal tono delle parole del giudice che “deve adeguarsi” a questa delibera che ha paradossalmente uguale valore nella gerarchia delle fonti il che permetterebbe quasiasi tipo di cambiamento di regole secondo l’interpretazione di un’unica persona e la restituzione dei 200 euro di cauzione come a riconoscere l’impossibilità di decidere altrimenti.
Resta anche il retrogusto amaro di una serie di decisioni prese per mettere una pezza a tutta una serie di errori della filiera Lega-Federazione, sintomo di una scarsa professionalità. Gardena vincerà la serie (adesso è sul 2 a 1), si pregherà per una vittoria del torneo cosicchè non ci sarà richiesta di promozione in A1 e con investimenti faraonici per la categoria inutili. Se siete giunti fin qua e non conoscevate l’hockey italiano: eccolo. Uno sport senza futuro, “sanguisugato” da tutta una serie di figure mediocri se non pessime.
Valmore Fornaroli
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