Eliminati dalla neve

7 Dicembre 2010 di Libeccio

di Libeccio
Le giustificazioni juventine, la figura di Moratti, Balotelli a tavolino, le cinque case di Cassano e l’autoriduzione di Trapattoni.

1. La Juve avanza bene in campionato, ma esce dall’Europa League e si brucia anzitempo ogni possibilità di raggiungere almeno un obbiettivo stagionale prestigioso, considerando che lo scudetto sembra ipotecato dal Milan. Delle italiane che erano ancora in lizza la Juve era sicuramente quella che avrebbe potuto giocarsela fino in fondo e stupisce che squadra e conduzione tecnica non abbiano compreso che riprendere a vincere, in Europa poi, è un eccellente viatico per ritrovare un giusto piano mentale e una progressione crescente anche in Italia. Stupisce anche che sulla stampa tradizionalmente più “vicina” ci si appelli alla neve e alle condizioni del campo (sicuramente pessimo, ma l’uscita della Juve arriva soprattutto dalle scadenti prestazioni precedenti) per giustificare la triste realtà. In altri tempi la stessa stampa per molto meno contribuiva a crocifiggere l’allenatore o il presidente di turno. Se Ranieri o Cobolli avessero dato alla neve la colpa di una eliminazione sarebbero stati presi a pernacchie.

2. Contro la Lazio l’Inter ha rimediato l’ennesima figuraccia in campionato (meno 10 dal Milan, per non parlare del gioco e soprattutto dall’atteggiamento) e si appresta a giocarsi il Mondiale per club ridotta come peggio non si poteva. Come può la società non aver capito che occorreva attrezzarsi diversamente per tornare a giocare dopo la sbornia della stagione passata? Molti autorevoli commentatori danno per certa la cacciata di Benitez se l’Inter fallisse il Mondiale. Come se una grande società si gestisse momento per momento e non su un orizzonte di medio periodo. Il bello è che con Moratti hanno quasi sempre ragione: lontani i due allenatori che sapevano tenergli testa, si è ripreso con la navigazione a vista. Con ogni notizia che sembra verosimile.

3. Mario Balotelli, persona per la quale confessiamo il nostro debole, viene dato per probabile al Milan a conclusione della attuale stagione.
Lo sanno anche i sassi, che però non hanno fatto i conti con l’orgoglio dello sceicco. Balotelli vorrebbe giocare nel Milan da sempre e non ha mai nascosto tale sogno, anche quando lo stipendio interista gli avrebbe suggerito una qualche maggiore prudenza sul tema. Già da subito dopo il trasferimento in GB, annotammo le sue dichiarazioni di amore verso il Milan ed anche il fatto che stridessero un tantino con i 21 milioni di euro (ingaggio escluso) che il Manchester City aveva appena sborsato per assicurarsi le sue prestazioni. Ogni settimana poi si leggono dichiarazioni d’amore da Mario verso Ibra, da Ibra verso Mario e da Galliani verso Mario e Ibra. Diversamente dai Promessi Sposi, pare proprio che questo matrimonio s’abbia da fare. I tifosi interisti ovviamente ne saranno felici… Soprattutto sono interessati a come Moratti risponderà a questo secondo affronto anche peggiore del primo, perché a differenza di Ibra al Milan (impossibile se fosse sbocciato un sentimento fra lo svedese e l’ambiente blaugrana) questa operazione a qualcuno sembra nata a tavolino. I tifosi interisti sperano insomma nello sceicco, che per l’occasione non è Moratti.

 4. Corso Sempione, via Monti, le rive del lago di Como (a fianco alla villa di George Clooney, ovviamente), in zona stadio e in via Senato.
Cosa hanno in comune questi luoghi? Vengono indicati su vari giornali come posti in cui Antonio Cassano avrebbe trovato casa in vista del suo passaggio all’Inter. Il forte fantasista barese è praticamente disoccupato, considerato che la Samp ha chiesto la rescissione unilaterale del contratto per giusta causa e che a Cassano non può entrare al campo di allenamento o in altri luoghi cosiddetti “sociali” della Sampdoria Calcio. Ora, a meno che Cassano non si stia lanciando nel settore degli investimenti immobiliari, è evidente che ogni ipotesi residenziale formulata entra in contrasto con le altre ventilate, non potendo Cassano abitare contemporaneamente in 5 luoghi diversi.Tutrti dati per ‘sicuri’. Insomma, l’ennesima notizia verosimile (Cassano all’Inter si può fare, ma vale anche per Juve o Palermo) che diventa vera.

5. La crisi economica in Irlanda si fa sempre più grave e anche il mondo del calcio pare abbia voluto dare l’esempio provandosi a ridurre spese e stipendi.
Pare infatti che la Federazione calcistica irlandese abbia chiesto anche a Giovanni Trapattoni (tutti i dirigenti federali hanno subito una decurtazione del 5% dallo stipendio) una riduzione di stipendio, che il Trap avrebbe accettato. Non sappiamo quanto di buon grado. Siccome il vento della crisi dopo l’Irlanda (stimiamo) dirigerà i suoi effetti anche verso l’Italia, è
immaginabile che anche per gli alti ranghi della nazionale e delle federazioni sportive nostrane accada altrettanto? Da noi fino ad ora registriamo soltanto il minacciato sciopero dei calciatori. Su questioni anche legittime, ma in un momento congiunturale in cui si rischia di venire travolti dalla demagogia. Funzionale alla loro controparte.

Libeccio
(in esclusiva per Indiscreto)

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