Due Maroni, vince lo stadio e perde la Lega

24 Giugno 2011 di Stefano Olivari

Stadi di calcio senza recinzione fra tribune e campo, questo il sogno del ministro dell’Interno Roberto Maroni da realizzarsi entro la fine del prossimo campionato. Con il morale altissimo per i sondaggi di Pontida che lo danno in cima alle preferenze degli elettori leghisti per il dopo-Bossi, Maroni è stato invaso da un ottimismo alla Tonino Guerra e al Viminale ha fatto questo annuncio.
Ovviamente il tema forte era però la tessera del tifoso e la sua discutibile efficacia, del genere ‘eviriamo tutti e quindi riduciamo il numero di stupri’. I numeri sono però difficili da discutere: nella scorsa stagione calcistica le partite con feriti negli stadi sono diminuite del 20% rispetto al precedente campionato e del 56% rispetto al campionato 2005-2006 (quello prima della morte dell’ispettore Raciti). Entrando nel dettaglio, il numero dei feriti tra i civili è diminuito rispettivamente del 27% e del 58% e quello dei feriti tra le forze di polizia del 36% e dell’81%. Sono numeri che valgono più degli editoriali anti-tessera del tifoso, in cui anche noi ogni tanto ci esercitiamo. Perché la tessera altro non è che una schedatura, culturalmente diversa dalla carta fedeltà del supermercato che non è mai obbligatoria mentre la tessera (in certi casi una carta di credito mascherata) lo è diventata. Perché l’intesa sottoscritta con Figc e i presidenti delle tre leghe (uno in partenza, Beretta, e due a capo di campionati dalla credibilità inesistente) prevede espressamente che tutti i biglietti destinati alle tifoserie ospiti vengano venduti solo a possessori della tessera, se residenti fuori regione (o fuori provincia, nel caso di un Atalanta-Milan) e che ci si possa abbonare solo avendo già ricevuto la mitica ‘card’. La novità vera è che la gestione della tessera passa dal ministero alle varie Leghe, che a cascata investiranno della rogna i singoli club: sarà divertente oservare le modalità del rilascio, anche in realtà di serie A, visto che nelle sua vecchia versione la tessera è arrivata anche a casa di pregiudicati. Conclusione? E’ incredibile che il numero di spettatori negli stadi, rispetto al 2005-2006 (l’ultimo campionato dell’era Moggi) sia rimasto nella sostanza invariato (anzi, per la precisione c’è un più 0,9%), pur ricordando che adesso ci sono Napoli e Genoa, mentre è meno incredibile che la Lega di Maroni abbia perso il voto degli ultras in alcune realtà geografiche per lei decisive.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it
(già pubblicato sul Guerin Sportivo)

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