Divo e donna

22 Marzo 2011 di Stefano Olivari

Gianni Petrucci e Miss Italia Sport, storia di una figura meschina che verrà fatta dimenticare dai tanti giornalisti dell’orbita CONI o aspiranti tali. Ma noi i biglietti per Londra 2012 ce li siamo comprati con i nostri soldi e non abbiamo bisogno di alcun patrocinio, quindi…
L’antefatto è stato strombazzato ai quattro venti: dal concorso di Miss Italia nasce uno spin-off, Miss Italia Sport, con l’obbiettivo di eleggere la sportiva più bella d’Italia e di far partecipare le prime classificate a Miss Italia vera e propria. La manifestazione non viene presentata in una balera di periferia o in un paesello in cerca di pubblicità, ma nientemeno che a Roma nel salone d’onore del CONI alla presenza di Petrucci. Insomma, una sorta di patrocinio dato da chi dice di battersi per la dignità dello sport femminile (altro che quei bavosi del volley mondiale, noi siamo gente seria). Piccolo problema: a molte federazioni, rette da persone sensate, l’iniziativa sembra quello che è: un’idiozia. Non per moralismo o chissà quali discorsi etici: un’idiozia pura e semplice. E parte la gara a dissociarsi, terminata lunedì con la Federnuoto che scrive a Patrizia Mirigliani (e non a Petrucci…) che le nuotatrici se parteciperanno a Miss Italia lo faranno casomai a titolo personale e non certo su invito della federazione. Si arriva a ieri pomeriggio, quando con un comunicato congiunto (!) il CONI e la Mirigliani affermano che: «Il Comitato olimpico nazionale italiano e l’organizzazione di Miss Italia, di comune accordo, hanno deciso di soprassedere all’iniziativa per sopraggiunte difficoltà di carattere tecnico-organizzativo». Una figura tremenda, al di là di come si consideri lo sport femminile.

Stefano Olivari
stefano@indiscreto.it
(pubblicato sul Guerin Sportivo)

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